Cupcakke – Ephorize
Self-released – 2018

Recensione: Cupcakke – Ephorize

Elizabeth Eden Harris, in arte Cupcakke.

Cupcakke – Ephorize

Self-released – 2018

Cupcakke non è un nome che suona tanto bene alle nostre orecchie, ma Ephorize è certamente un disco da ascoltare, lei un personaggio da conoscere. Elizabeth Eden Harris, in arte Cupcakke, ha solo diciannove anni e arriva da Chicago, una delle scene più vivaci del rap attuale. Cupcake è termine che (oltre a indicare un dolcetto) si riferisce a una ragazza bella e appariscente, ma  Elizabeth lo incrocia evidentemente con un’altra parola. Il suo genere viene definito in effetti dirty rap, e Deepthroat e Vagina sono stati i suoi primi successi web nel 2015.

Il talento di Cupcakke in evidenza su Ephorize

Preceduto da diversi mixtapes, Ephorize è il suo disco finora più riuscito. Il dirty rap è sempre presente, soprattutto in brani come Duck Duck Goose (anche il video, peraltro) e Spoiled Milk Titties.

Ma in Ephorize troviamo soprattutto una giovane rapper di valore e l’ottima produzione quasi interamente affidata a Def Starz e in misura minore a Turreekk. Su Ephorize, Cupcakke alterna momenti di rap senza concessioni ad altri più pop. I primi convincono decisamente di più, soprattutto per l’abilità tecnica di Elizabeth, evidente già dalle prime battute dell’iniziale 2 Minutes. Cartoons, scelta anche come singolo, ha una produzione che non spiacerebbe a El-P di Run the Jewels. Stessa cosa per Wisdom Teeth e Cinnamon Toast Crinch, davvero notevoli.

I momenti più pop quali come Crayons o Total convincono meno, anche se Cupcakke  è sempre brava. Ma proprio l’abilità di rapper fa concludere che le nuances pop si possono lasciare ad altre figure meno dotate.

Il futuro di Cupcakke

Nonostante Ephorize non sia uscito per una label, ha ricevuto notevole attenzione. Per ora è disponibile solo sulle piattaforme streaming e in mp3. Ma il talento di  Cupcakke dovrebbe farne un personaggio destinato a durare. Speriamo non le succede quello che è accaduto a Nicki Minaj, talentuosa, ma costretta dalle produzioni ‘ufficiali’ al ruolo di starlette pop. Cupcakke, al di là del ‘valore shock’, sa anche scrivere in modo efficace, immaginifico e divertente. Come canta sulla conclusiva Fullest, che sembra riprendere il tormentone Havana: “Tropical, tropical, tropical / Bitch I am sicker than most of these hospitals”.

Cupcakke – Ephorize
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Marina Montesano

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