Recensione: Dr. Feelgood – All Through The City

Dr. Feelgood: maestri del pub-rock, precursori del punk.

Emi – 2012 (Antologia)

“Come avrei voluto vedere Jimi Hendrix a Monterey Pop…”“Chissà che pazzesco [anche pericoloso, nda] era stare a due metri dai Sex Pistols al Marquee nel 1976…” Tutti vorrebbero essere stati presenti a un qualche evento che abbia cambiato la storia del rock.

Dr. Feelgood dal vivo: roba da paura

I primi concerti dei Dr. Feelgood non hanno cambiato niente, eppure averli davanti su un palco era di sicuro indimenticabile. Lo spiega bene la parte video di All Through The City: pezzi secchi e tiratissimi suonati da quattro personaggi che sembrano usciti da un film sulla malavita londinese anni ’60 (o da uno sketch dei Monty Python sul medesimo ambiente).

Lee Brilleaux e Wilko Johnson: anima e sudore dei Dr. Feelgood

Il cantante Lee Brilleaux tiene il microfono come un corpo contundente (o davanti alla patta dei pantaloni con diverso intento simbolico) e sfoggia un completo giacca- pantalone che nelle immagini datate febbraio 1975 è di un bianco candido e otto mesi dopo appare grigio e pataccato. Ancor di più buca lo schermo  il chitarrista Wilko Johnson: assoli brevi suonati senza plettro, movimenti da marionetta assassina, occhi sgranati da far paura al primo Johnny Rotten e capelli tagliati a scodella giusto per rovinare una bella faccia da cinema. Insomma la quintessenza del pub-rock in anni in cui i progster  sembravano dominare la scena (ma intanto…).

All Through The City, ovvero i gloriosi inizi della band di Canvey Island

Non è un caso che a un gruppo simile e alla sua provenienza da un luogo quintessenziale della britannicità più grigia e ventosa (Canvey Island e le sue raffinerie) Julien Temple abbia dedicato il film Oil City Confidential. Ma non c’era solo attitudine pub-rock nella musica del quartetto: due cd ripropongono i primi quattro album, quelli che vedono la partecipazione di Wilco Johnson, e sono quasi sempre strepitosi (più pleonastico, invece, il disco di rarità e inediti). Le canzoni si muovono fra r&b e rock’n’roll con grinta e sostanza sia quando picchiano sul riff (Roxette) sia quando scelgono il passaggio quasi melodico (All Through The City devono averla ascoltata bene i primi Jam).

Altro elemento non da poco è il fatto che i pezzi scritti da Johnson non perdono il confronto con il settore cover (roba tosta tipo I’m A Man e Walking The Dog) , come dimostra la scaletta dell’album live Stupidity. Salendo alla ribalta dopo il prog e prima del punk, forse i Dr. Feelgood sbagliarono tempo, salvo trovarsi quasi quarant’anni dopo a essere senza tempo. Anche perché gli inglesi cambiano, ma il loro gusto nel vestire resta sempre discutibile.

Dr. Feelgood - All Through The City
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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