EVERYTHING EVERYTHING A FEVER DREAM RECENSIONE
RCA - 2017

Recensione: Everything Everything – A Fever Dream

Everything Everything – A Fever Dream

EVERYTHING EVERYTHING A FEVER DREAM RECENSIONE

RCA – 2017

Quarto album in studio per il gruppo di Manchester capitanato dall’eclettico front man Jonathan Higgs. A Fever Dream giunge a due anni di distanza dall’acclamato Get To Heaven (ottimo il singolo Distant Past) e consolida la già buona posizione della band.

Stravaganza e ribellione naive

Già nei precedenti lavori gli Everything Everything si erano distinti per un genere particolarmente articolato e peculiare. Siamo nell’ambito di quel che si suole chiamare art-pop o glitch-pop. Quindi un insieme abboccato, ma allo stesso tempo ricco di sfumature stralunate, elettroniche e campionature piacevolmente accattivanti.

Dunque il ricco edificio musicale è stato costruito album dopo album e oggi si può dire che il gruppo britannico ha completato un percorso che li rende riconoscibili. La cura per i testi inoltre è sempre stato un aspetto che Higgs e compagni hanno sempre avuto a cuore. La follia della contemporaneità e i danni delle brame di potere sono temi che ricorrono nel loro variegato universo.

Il problema, se c’è, è che  l’argomento  rischia di essere abusato. E’ difficile fare denuncia attraverso la musica se non si trovano nuove “parole per dirlo”. Il rischio è quello di risultare a tratti naive.

A Fever Dream: la formula è collaudata

A Fever Dream, musicalmente parlando è probabilmente il disco più maturo della band d’oltremanica. Undici nuovi brani dove l’esperienza precedente viene messa a frutto nel migliore dei modi. L’album è un’iniezione di energia che si caratterizza per la varietà delle soluzioni melodiche adottate e per la tecnica che non fa una piega. La produzione è affidata a un grande nome: James Ford, noto per aver lavorato con Arctic Monkeys, Foals o Depeche Mode.

L’inizio è magniloquente. I brani scelti per il lancio di A Fever Dream però non sono i momenti migliori dell’intero lavoro. Desire e Can’t Do piaceranno a tutti, ma in qualche modo è come volersi garantire una vincita facile. Il disco diventa interessante più avanti. Lasciate le atmosfere troppo piene, e i ritornelli da stadio dell’apertura (a rischio eurovision-song-contest-style), arrivano sorprese di livello superiore.

 

La title Track parte con solo piano e voce in falsetto per poi aprirsi in un insieme di ampio respiro e un lungo refrain corale decisamente azzeccato. Good Shot Good Soldier è un altro titolo particolarmente Una strizzata d’occhio all’r’n’b all’inizio per poi rilasciare un  cantato che ricorda i Coldplay nei momenti migliori. Da segnalare ancora Put Me Together dove l’andamento easy listening si impreziosisce arrampicandosi su improvvise quanto piacevoli soluzioni melodiche. In conclusione: operazione riuscita soprattutto quando le atmosfere si fanno più intime e le soluzioni “piacione” non sono troppo presenti.

A Fever Dream - Everything Everything - A Fever Dream
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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

Mauro Carosio

Written by

Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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