Foxygen Hang Recensione
Jagjagwar – 2017

Recensione: Foxygen – Hang

Foxygen – Hang.

Foxygen Hang Recensione

Jagjagwar – 2017

Tornano i Foxygen con Hang. Il duo composto da Sam France e Jonathan Rado è qui arricchito da produttori, orchestra e musicisti vari, mantenendosi però fedele al suo progetto originario.

Con Hang i Foxygen si accostano ai fratelli D’Addario dei Lemon Twigs

Certo, non è così facile capire quale sia questo progetto originario. Se non assemblare influenze varie, shakerarle bene, aggiungere tecnica e visione personali e poi vedere cosa esce. Il risultato è una musica che, per quanto pervasa di nostalgia per il rock del passato, non potrebbe essere prodotta che oggi. Soltanto giovani musicisti contemporanei come i due Foxygen potrebbero giustapporre tanti stili differenti. Era già vero nei loro dischi precedenti, ma con Hang il gioco è ancora più spinto. Complice forse l’incontro con i fratelli D’Addario, ossia i Lemon Twigs. Dei quali Jonathan Rado ha prodotto l’esordio Do Hollywood. E che su Hang ricambiano il favore suonando una quantità di strumenti. Hang e Do Hollywood sono dischi gemelli, quasi il quartetto avesse improvvisato un improbabile supergruppo. Che ha in cabina di regia i due arrangiatori Trey Pollard e Matthew E. White.

Hang è un disco che assembla una quantità straordinaria di riferimenti al rock anni ’70

 

Il brano che apre Hang, ossia Follow The Leader, è il più diretto e immediato. Sam France suona come un giovane e dissipato Mick Jagger su una base soul. Ma le cose si complicano con Avalon. Una canzone che evidenzia l’influenza di David Bowie epoca Hunky Dory, che aleggia a lungo in molti momenti. Ma i Foxygen non si accontentano di così poco, perché Avalon sembra un mix di almeno tre canzoni differenti. Inclusa Waterloo degli Abba che viene esplicitamente ripresa nel ritornello. Mrs Adam ha un attacco che richiama Changes, ancora Bowie quindi, ed è una delle più riuscite melodicamente. E’ anche quella dove più palese si fa strada l’altra influenza potente di Hang: ossia il soft rock americano anni ‘70, con tinte glam, barocche e prog. Insomma Todd Rundgren e Meat Loaf sono ugualmente una presenza costante. Siccome non è abbastanza, On Lankershim aggiunge toni country-rock, grazie soprattutto alla pedal steel di Pollard. E Rise Up conclude Hang con toni da musical.

Follow The Leader, and the leader is you

 

Il risultato è nell’insieme godibile, a tratti geniale. Certo, il disco che li ha imposti all’attenzione generale, We Are the 21st Century Ambassadors of Peace & Magic, aveva alcune canzoni (Shuggie, San Francisco, No Destruction) dall’appeal unico. Dove l’estrosità e la pazzia del duo emergeva, sì, ma non a scapito dell’immediatezza. Tuttavia è una strada che i Foxygen hanno ormai abbandonato per seguire una loro visione differente. Che possiamo farci? “Segui il capo / e il capo sei tu”, canta Sam France, e forse non c’è altro da aggiungere.

Foxygen - Hang
7,5 Voto Redattore
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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