Ibeyi - Ash recensione
XL - 2017

Recensione: Ibeyi – Ash

Ibeyi – Ash.

Ibeyi - Ash recensione

XL – 2017

Ash segna il felice ritorno delle gemelle franco-cubane. Ibeyi in lingua yoruba (quella degli antenati)  significa appunto gemelle.  La multiculturalità, espressa già nel nome d’arte, pervade l’orizzonte musicale del duo in questione.

Papà le manda sole

Lisa Kaindè e Naomi sono le figlie di un personaggio illustre. Parliamo di Angà Diaz, celebre percussionista cubano, membro dei Buena Vista Social Club. Le ragazze vivono tra Cuba e Parigi e frequentano intellettuali e musicisti di prim’ordine. Crescono quindi in un ambiente che apre loro una corsia preferenziale per l’ingresso nel mondo della musica. Nel 2014 esce il loro primo EP Oya.

Le Ibeyi cantano in inglese, francese, spagnolo e yoruba,  L’appartenenza a una dinastia di ex schiavi è un elemento che viene rivendicato da subito, così come l’attenzione ai problemi delle minoranze. Il loro primo album omonimo (2015) riscuote un discreto favore da parte della critica. Il singolo River resta un gran pezzo che ha raggiunto persino il pubblico di massa grazie anche a un video particolare.

Ash: la svolta. Le Ibeyi fanno centro

C’era molta attesa per il loro nuovo lavoro. Nonostante i riconoscimenti degli esordi, non  si sapeva ancora di preciso quale direzione avrebbe preso il progetto Ibeyi. Ecco quindi Ash. Al primo ascolto la sorpresa è grande. Siamo di fronte a un qualcosa di nuovo. Un mix di sonorità afro-cubane (dopo tanti abusi, stavolta il termine è appropriato), synth e trip-hop la fanno da padrone nelle nuove dodici tracce.

L’album non fa una piega e si rivela uno dei dischi più interessanti dell’anno in corso. Il giudizio è pressoché unanime. Critica e colleghi, Beyoncé e Adele per citarne un paio, si esprimono in modo più che favorevole. Musicalmente siamo di fronte a melodie perfette dove un ritmo omogeneo, lento e martellante avvolge l’ascoltatore dall’inizio alla fine. I testi sono curatissimi e denunciano senza mezzi termini. La condizione delle donne in primis viene urlata in maniera superba in No Man Is Big Enough For My Arms. Il brano è a tratti commovente: “your story is my story” è una frase ripetuta ossessivamente e la presenza della voce di Michelle Obama rende il tutto più enfatico.

Transmission è un altro bel brano impegnato. Qui la madre delle Ibeyi, cantante anche lei, recita  frasi tratte del diario di Frida Kahlo e il risultato è di grande effetto. Ogni singolo pezzo di Ash meriterebbe una recensione adeguata. Ci limitiamo quindi a segnalare Deathless, forse il momento migliore in assoluto e Me Voy, con la partecipazione della rapper spagnola Mala Rodriguez. Le ragazze hanno ventidue anni e si comportano come due musiciste mature e consapevoli. Complimenti!

Ibeyi - Ash
8.5 Voto Redattore
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