Interpol - Marauder | Recensione Tomtomrock
Matador - 2018

Recensione: Interpol – Marauder

Interpol 2018: il coraggio di essere serenamente se stessi.

Interpol - Marauder | Recensione Tomtomrock

Matador – 2018

L’epocale esordio degli Interpol

Vita dura per gli Interpol. Nel 2002 l’opera prima Turn On The Bright Lights li aveva collocati immediatamente nell’olimpo del rock planetario. Pubblico e critica avevano esultato per la nascita di una nuova next big thing, quantomeno in ambito indie. Ancora oggi quel disco viene citato come uno dei migliori esempi dell’ibridazione di stili che hanno fatto la storia dagli anni ’80 in poi. New wave, post punk e atmosfere dark in undici brani tutti da mandare a memoria. Un biglietto da visita certamente ingombrante. Da allora infatti la band newyorkese ha faticato a mantenersi allo stesso livello.

Gli album successivi

Negli anni e negli album a seguire gli Interpol hanno osato poco. Pur sfornando prodotti di ottima qualità, Our Love To Admire ed El Pintor soprattutto,  hanno sempre cercato invano di infilare qua e là qualche brano in grado di tranquillizzare il loro pubblico. Come a voler dimostrare che l’hype di Turn On The Bright Light continuava a essere il marchio di fabbrica. Questo è stato il loro problema:  non riuscire a liberarsi della zavorra iniziale (peraltro ottima) cercando di volare altrove.

Marauder: una rilassata maturità

Ed eccoci all’ultimo capitolo. Marauder non è certo il miglior disco degli Interpol, ma è la svolta di una band matura che non  cerca più la canzone perfetta delle origini. I 13 nuovi brani sono più ostici del solito. A parte i singoli The Rover e If You Really Love Nothing (nel video c’è la molto trendy Kristen Stewart…) pochi ritornelli restano in mente. Paul Banks canta quasi per sé stesso, i testi sono più personali e intimi mentre gli episodi più armoniosi e magniloquenti, a cui eravamo abituati, risultano praticamente assenti. Tutto questo non toglie nulla a una band che sa comunque costruire un album collocabile in un ambito subito riconoscibile. Interessante ed emblematica la copertina: una foto di Elliot Richardson, il procuratore generale che non indietreggiò di fronte alle pressioni di Nixon durante lo scandalo Watergate. Come a  dire “noi non cediamo”, prendere o lasciare.

Interpol - Marauder
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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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