: Jack White – Boarding House Reach
Third Man Records, Columbia & XL Recordings – 2018

Recensione: Jack White – Boarding House Reach

Il ritorno di Jack White non mette tutti d’accordo.

: Jack White – Boarding House Reach

Third Man Records, Columbia & XL Recordings – 2018

Esce il nuovo disco di Jack White, Boarding House Reach, e la critica si spacca. C’è chi grida al capolavoro, chi al fallimento totale. Causa l’eclettismo estremo di questo disco, che vede il rocker di Detroit inseguire molte e differenti passioni, alcune più antiche, altre recenti.

Boarding House Reach

Boarding House Reach si compone di tredici tracce, alcune delle quali intermezzi o poco più. È stato registrato fra i Third Man Studios di Nashville, Los Angeles e New York, con l’aiuto di una backing band di session men. Al solito, però, Jack White suona lui stesso numerosi strumenti. Da quanto è noto, la genesi è piuttosto complicata. White aveva pensato a una collaborazione con Jay-Z, poi a un disco con i suoi Raconteurs, alla fine ne ha realizzato uno da solista. Chissà se è per questo che il disco ha così tante facce. O, semplicemente, forse questo è l’umore di Jack White 2018.

Le canzoni di Boarding House Reach

Veniamo dunque alle canzoni. Boarding House Reach si apre con due esempi di quel country-blues che è un po’ il marchio di fabbrica di Jack White.

 

Sono Connected by Love e Why Walk a Dog?, nella quale si chiede “Why does a dog need to be walked?”, e prosegue: “Are you their master? Did you buy them at the store? Did they know they were a cure / For you to stop being bored?”. Nulla di nuovo per Jack White, che ha in I Think I Smelled A Rat una delle sue canzoni migliori (con i White Stripes), ma comunque un buon episodio di surrealismo con accompagnamento musicale delizioso. Anche la voce, con il solito tremolo isterico, si presta bene all’interpretazione.

Who’s with me?! chiede Jack White

Con Corporation si va verso atmosfere differenti. È un rock corposo anni ’70, con l’intercalare “Who’s with me?!” che dovrebbe avere un bell’effetto dal vivo.

 

Il brano apre una lunga porzione di Boarding House Reach che pesca tra funky, prog e rock, come in Over and Over and Over, Respect Commander o Ice Station Zebra. È chiaro che qui Jack White sta entrando in territori almeno parzialmente nuovi, se non altro per lui. Il risultato però è alterno e nessuna fra queste canzoni lascia davvero il segno.

Boarding House Reach si chiude com’era iniziato

E si arriva allora alla conclusione con What’s Done Is Done e Humoresque, dove Jack White torna alle atmosfere con le quali ha iniziato il disco. Evidente, allora, la ragione per cui Boarding House Reach è un disco che divide. Tentare nuove strade è un’idea, ma non sempre in questo disco Jack White mette completamente a fuoco l’obiettivo. Mentre quando gioca sul sicuro produce cose gradevoli, ma probabilmente lui stesso si rende conto di non poter fare il country-blues man per tutta la vita. È un dilemma comune a tanti musicisti che, come lui, sono entrati in un’età matura – lo ricordava la compilation del 2016. Boarding House Reach forse non è la risposta giusta o definitiva, ma è comunque un tentativo al quale prestare attenzione (nonostante la copertina).

Jack White – Boarding House Reach
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Marina Montesano

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