Japandroids Near To The Wild Heart Of Life recensione
ANTI- 2017

Recensione: Japandroids – Near To The Wild Heart Of Life

Japandroids – Near To The Wild Heart Of Life.

Japandroids Near To The Wild Heart Of Life recensione

ANTI- 2017

Buffo come da più parti i Japandroids siano visti quali autorevoli candidati al titolo di salvatori di un rock poco in salute. Salvatori in verità improbabili dato un nome che fa pensare a un gruppo di electro-wave tedesca e un aspetto che rimanda a una cover-band italiana. D’altro canto la situazione del settore è quella che è. Black Keys e Kasabian sono discograficamente fermi da parecchio tempo, i Muse si propongono ormai come cloni di se stessi e, alla resa dei conti, i più in salute paiono… ehm ehm… i Bon Jovi.

Gli infermieri del rock arrivano da Vancouver e si chiamano Japandroids

Chissà, forse il duo di Vancouver ha percepito una sorta di vuoto di potere e, dopo cinque anni di silenzio,  ci si è tuffato con questo terzo album, Near To The Wild Heart Of Life. Si tratta di un disco che dimentica del tutto il passato punk e minimalista degli esordi per un suono, almeno nelle intenzioni, semplice ma nerboruto, lineare ma potente.

Gli otto pezzi scorrono all’insegna di una tonicità chitarristica solida e un po’ monocorde e vanno a formare una sorta di lungo inno alla bellezza dell’esistenza (magari un minimo alternativa) nonostante le sue difficoltà. Si tratta dell’immagine retorica che ha forgiato gran parte del rock americano e riproporla non è colpa grave. Il punto è che per farlo con pertinenza ci vorrebbe almeno un piccolo contributo di originalità. O di follia. O di scemenza. Un piccolo contributo che qui manca del tutto.

Near To The Wild Heart Of Life: intenzioni buone, risultati incerti

Certo, qualche pezzo (True Love And A Free Life Of Free Will, ad esempio) va vicino al  cuore selvaggio della vita menzionato nel titolo. Ma solo vicino, appunto.  Qualche altro  si propone come rock da stadio e non è male (North East South West). Peccato solo per il piccolo difetto di far pensare a uno stadio del calcio italiano. Mezzo vuoto, cioè.  Il rock come la serie A: oh, questa sì che è poca salute.

Japandroids - Near To The Wild Heart Of Life
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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