Jeff Rosenstock - POST-
Polyvinyl Records - 2018

Recensione: Jeff Rosenstock – POST-

Jeff Rosenstock e la risposta del pop punk all’America di Trump.

 

Jeff Rosenstock - POST-, Polyvinyl Records (2018)

Polyvinyl Records / 2018

Primissimo album a sorpresa del 2018, POST- è anche il quarto album in studio di Jeff Rosenstock. Musicista newyorkese attivo dal 1995 sulla scena pop-punk e ska-punk accanto a gruppi apprezzati come Bomb the Music Industry !, The Arrogant Sons of Bitches e In the Emergency Room, Jeff Rosenstock è approdato alla carriera solista nel 2012, con la pubblicazione del mixtape I look Like Shit.

POST- il primo album del 2018

Il nuovissimo lavoro, POST– arriva a circa un anno di distanza da WORRY, apparso alla vigilia dell’evento probabilmente più traumatizzante (o almeno vissuto come tale) per buona parte dell’America liberal, ovvero l’elezione di Trump.

Le sonorità, classicamente pop-punk che aleggiano un po’ in tutte le tracce di WORRY, ritornano anche in POST-, che in un certo senso, appare essere legato al lavoro precedente da una sorta di fil rouge. I testi sono, invece, se possibile anche più cupi, con lo scenario paventato nel 2016 drammaticamente avveratosi.

E’ così che possiamo leggere con facilità il senso di brani come Powerlessness, Beating my Head Against a Wall e Let them Win.

Ma andiamo con ordine.

POST- classico album dall’andamento punk con tematiche cupe e dark

L’album si apre con  Mornin’!, una brevissima introduzione di solo sei secondi. “Hello, best friend/It’s me/Hope this makes it on your new record”, dice una voce femminile (forse Laura Stevenson, presente su alcune delle tracce dell’album?).

E’ solo il preludio alla lunga e ambiziosa USA, dalla classica struttura punk, con potenti riff di chitarra, parti cantate o urlate, nel quale possiamo ben apprezzare il contributo dei musicisti che accompagnano Rosenstock. Fra tutti pare giusto ricordare il bassista John Dedominici.

Yr Throat è una traccia breve ed ha un andamento un po’ retrò. Molto più interessante la successiva All This Useless Energy, introdotta da potenti riff di chitarra e distorsioni ad accompagnare un  testo scanzonatamente disperato.

TV Stars è uno degli episodi migliori, assieme a 9/10. Dall’andamento meno forsennato, ha una bella trama musicale, fra batterie e tastiere che si intrecciano alla chitarra e al basso, riequilibrando il testo un po’ banale, anche se la voce di Rosenstock è qui particolarmente felice.

Allo stesso modo 9/10 è una bella ballata, per niente banale, dal testo romantico ma senza sbavature.

Altrettanto bella è la lunga e ambiziosa Let Them Win, simmetrica alla USA posta in apertura.  Un mélange riuscito fra musica e testo, una disincantata analisi dello status quo: “They can kick us in the knees. /They can push us in the trees again. /They can roll their eyes. /They can criticize, oh yeah.”.

Niente di meglio quindi per chiudere il disco, che nel complesso è un ottimo biglietto da visita per il 2018.

Jeff Rosenstock - POST-
7.4 Voto Redattore

 

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