Jonny Greenwood - Phantom Thread
Nonesuch - 2018

Recensione: Jonny Greenwood – Phantom Thread (OST)

Jonny Greenwood firma una nuova colonna sonora per Paul Thomas Anderson.

Jonny Greenwood - Phantom Thread

Nonesuch – 2018

Reduce dai fasti di A Moon Shaped Pool e dal successivo tour che ha impegnato i Radiohead per quasi due anni,  Jonny Greenwood, che non ha mai disdegnato la partecipazione in side projects originali ed estremamente ambiziosi, è di nuovo all’onore delle cronache con un album solista.

A caratterizzare  Phantom Thread, pubblicato sulle piattaforme digitali lo scorso 12 gennaio, è anche il rinnovato sodalizio fra il chitarrista dei Radiohead, il regista Paul Thomas Anderson e Daniel Day Lewis.  I tre si erano incontrati già nel 2007 sul set di There Will Be Blood. E, vista l’alchimia prodotta, è un peccato che Day Lewis abbia annunciato che, dopo Phantom Thread, non proseguirà la propria carriera di attore.

Una colonna sonora al tempo stesso raffinata e di grande impatto

Film ambientato nell’Inghilterra degli anni 50, nel raffinato mondo della haute couture, Phantom Thread necessitava di una colonna sonora al tempo stesso potente ed elegante.  Il risultato risponde perfettamente alle esigenze.

Sono 18 tracce per la durata di quasi un’ora. Phantom Thread I apre l’album.  Nel corso di una recente intervista rilasciata ad Esquire, Jonny Greenwood ha dichiarato che il processo alla base della composizione di una colonna sonora va nella direzione totalmente opposta a quanto accade durante la registrazione di un album dei Radiohead. Ed effettivamente, una volta che all’ascolto di questo lavoro, il primo pensiero a venire alla mente è quanto straordinaria sia la sua capacità di passare dalla scena rock, alla musica “colta”, alla “world music” (come nel caso di Junun). Senza mai perdere di intensità e spessore.

Archi e pianoforte dominano incontrastati

Phantom Thread è in buona sostanza un album di musica classica. La maggioranza delle tracce, dominate da archi (grande passione di Greenwood, che non ne ha disdegnato l’uso nemmeno nella più rock Burn The Witch) e pianoforte, sono affidate alla Royal Philarmonic Orchestra e alla London Contemporary Orchestra.

Lo stesso Greenwood, polistrumentista di razza, compare come pianista in due episodi. La malinconica Phantom Thread II che riprende il main theme, riletto in questo caso come uno struggente dialogo fra pianoforte e  violino, e I’ll Follow Tomorrow.

La colonna sonora deve essere vista come un unicum per poterne apprezzare appieno la grande bellezza e potenza. Tuttavia desidero segnalare due momenti in particolare. L’eterea Catch Hold e Phantom Thread IV eseguita dal solo violino di Daniel Pioro.

Nominata come migliore colonna sonora originale ai Golden Globe e dopo avere già vinto innumerevoli premi della critica al di qua e al di là dell’Oceano, Phantom Thread conferma, se ce ne fosse stato davvero bisogno, l’indiscusso talento e la grande versatilità di Jonny Greenwood.

Jonny Greenwood - Phantom Thread
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Mariangela Macocco è stata inviata di TomTomRock da Parigi fino al marzo 2018.

Mariangela Macocco

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