Kanye West – ye Recensione
GOOD Music / Def Jam - 2018

Recensione: Kanye West – ye

Kanye West ritorna fra le polemiche.

Kanye West – ye Recensione

GOOD Music / Def Jam – 2018

Non sono stati facili gli ultimi tempi per Kanye West. Prima ricoverato in clinica psichiatrica, dalla quale è uscito con una probabile diagnosi di bipolarità. Poi le dichiarazioni pro-Trump e altre amenità varie, che gli hanno alienato una parte del pubblico. Adesso un ritorno alla produzione per Pusha-T (ne riparleremo) e per altri. L’annuncio di un disco con Kid Cudi. E naturalmente questo ye, soltanto sette canzoni ma a suo nome.

Con tutto quanto è accaduto, va detto che ci vorrebbe un Kanye West d’annata per cancellare le ultime uscite. Purtroppo, ye risponde solo in parte alle attese. Non è solo questione di brevità. Nell’era digitale, in fondo, è anche inutile parlare di questo. Ma quando presenti solo sette canzoni, bisogna che siano perfette. Ye si apre con I Thought About Killing You, che va avanti per oltre due minuti con un monologo senza molto senso, e solo dopo diventa una canzone. Sembra uno di quegli sfoghi che l’hanno portato in ospedale.

Ye: solo sette canzoni per giudicare lo stato del Kanye West 2018

Per fortuna c’è anche la musica. Kanye West torna a samples più semplice di quelli ai quali ci ha abituati negli ultimi tempi. Diciamo che non c’è nulla di rivoluzionario in ye, se paragonato alle sue uscite dal 2010 in poi. Ma brani come Yikes, Ghost Town, No Mistakes suonano comunque interessanti. Pieno di ospiti, ye è nondimeno un disco estremamente personale, nel quale si evocano più volte gli ultimi tempi difficili (a partire dalla copertina). Per esempio su Would’n Leave, Kanye parla della reazione alle sue dichiarazioni: “Now I’m on fifty blogs gettin’ fifty calls / My wife callin’, screamin’, say we ’bout to lose it all / Had to calm her down ’cause she couldn’t breathe / Told her she could leave me now, but she wouldn’t leave”.

Kanye West fra passato e presente

Nel 2010, con My Beautiful Dark Twisted Fantasy Kanye West ha raggiunto l’apice del successo commerciale, ma anche quello della critica. Dopo sono cominciati i problemi. Yeezus, a quanto si sa, era inizialmente un ammasso di idee e suoni, rispetto ai quali l’approccio minimalista di Rick Rubin è servito a far uscire il diamante nascosto. E che diamante! Stessa cosa per The Life of Pablo, ma qui l’egomania di Kanye West non l’ha portato a fare la scelta giusta. Nessun freno alla produzione, e dunque un disco bello ma ridondante, al quale ha continuato a lavorare anche dopo l’uscita ufficiale, non si sa più bene con quali risultati.

Nel nuovo ye le idee non mancano, ma non c’è il focus sufficiente per paragonarlo ai suoi grandi dischi del passato. Kanye West avrebbe bisogno di aiuto, nel reindirizzare la sua musica – e probabilmente ancor più nella vita. In ye ci sono segnali positivi, ma è agghiacciante sentirlo affermare, alla fine di Yikes, che la sua condizione non è una disabilità, ma un superpotere. Il talento, che a Kanye West certo non manca, deve essere gestito. Insomma, si può considerare ye una prova molto intermedia. E dita incrociate per il futuro.

Kanye West – ye
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Marina Montesano

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