Recensione: Katie Dey – Solipsister
Run For Cover – 2019

Recensione: Katie Dey – Solipsisters

Katie Dey: qualcosa di nuovo dall’emisfero Sud.

Recensione: Katie Dey – Solipsister

Run For Cover – 2019

Solipsisters è il terzo lavoro della poliedrica musicista australiana Katie Dey. Classe 1994, debutta nel 2015 con l’E.P. Asdfasdf, cui segue l’anno successivo il primo album: Flood Network. Figura difficile da collocare, Katie Dey si impone da subito a una nicchia di pubblico “intelligente” abbracciando un ambito che spazia tra hypnagogic pop, indietronica, artpop, electropop e chi più ne ha più ne metta. Con Flood Network la ragazza di Melbourne si fa notare grazie a un ambizioso progetto: diciassette tracce, metà delle quali solo strumentali. Il tutto suona quasi come una sperimentazione farcita da intuizioni che lasciano presagire qualcosa di interessante.

Solipsisters

Quest’anno, a sorpresa, Katie Dey convince all’unanimità una certa stampa – quanto alle grandi platee si vedrà – con un disco che non ha mezze misure. Perché se molti lo amano, ad alcuni rischia di dare fastidio, magari per un tono a volte vagamente presuntuoso. Sospeso tra atmosfere che potrebbero ricordare Bjork e i Radiohead di Kid A, l’album è senz’altro uno dei prodotti più originali dell’anno in corso. Solipsisters consta di dieci tracce molto diverse tra loro pur rimanendo in un ambito coerente e legato alla forma canzone. Occorrono più di un paio di ascolti per lasciarsi andare ed emettere un giudizio più che positivo per un’artista che ha tutte le carte in regola per far parlare di sé in futuro.

Le nuove canzoni

L’anima più sperimentale di Katie Dey qui rimane nascosta per tirare fuori esiti di altro tipo. Si parte benissimo con un brano suggestivo e ricco di atmosfera: Waves. Si continua sulle stesse “onde” con Solipsisting per arrivare ai momenti migliori che si trovano nella parte centrale.

 

Stuck e Dissolving convincono più rapidamente del resto dell’album. Per quanto siano le due canzoni più abboccate (ma senza esagerare) della raccolta, lasciano il segno grazie a una linea melodica perfetta. Procedendo sempre piuttosto piacevolmente si arriva alla fine, persino troppo presto, e ci si accorge che, se si è rimasti sedotti, l’ascolto successivo arriva quasi immediatamente. Katie Dey ci ha trascinato nel suo mondo in bilico tra il reale e il virtuale, dove la solitudine dell’individuo perso nella rete può trovare una via di uscita. E forse, grazie a un pugno di canzoni, che non fanno una piega la via di uscita può essere più facile.

Katie Dey - Solipsisters
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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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