Ladytron - Ladytron | Recensione Tomtomrock
!K7 - 2019

Recensione: Ladytron – Ladytron

Ladytron: tra pop e cupezza.

Ladytron - Ladytron | Recensione Tomtomrock

!K7 – 2019

Ladytron: si chiama semplicemente così il sesto album della band inglese nata alla fine degli anni ’90. Forse la decisione è dovuta al fatto che dopo una lunga attesa (il disco precedente Gravity The Seducer risale al 2011) era necessario segnalare con forza una presenza che ha fatto scuola in  ambito electro-pop e dintorni. O forse più semplicemente Ladytron vuole essere un manifesto che dichiara quali sono – o meglio quali continuano a essere – le intenzioni del gruppo.

Già dal primo E.P. Miss Back And Her Friends (1999) i Ladytron impongono una loro personale visione di quel che allora rientrava nel calderone della post-wave o della musica elettronica in generale. Chitarre distorte, grande uso di tastiere ed effetti, un pizzico di psichedelia e la melodia vocale usata esattamente come uno strumento sono gli ingredienti con cui i Ladytron convincono pubblico e critica e si distinguono come una delle realtà più significative di inizio secolo. Brian Eno li definisce come il meglio del pop inglese di quel periodo.

Le nuove canzoni dei Ladytron

Nelle tredici nuove tracce, diciamolo pure, non c’è nulla di nuovo, ma un sussidiario perfetto di un’epoca che non accenna a dare segni di stanchezza, quantomeno nella propria cerchia di fedelissimi estimatori. Ladytron è un disco importante dal punto di vista della visibilità. La scelta di puntare sulla canzone pop lo rende fruibile anche a un pubblico più vasto. Si ascoltino, a tale proposito, il primo singolo, The Animals, uscito quasi un anno fa, e il successivo The Island.

 

Un elemento di parziale novità è tuttavia presente e va evidenziato. L’elemento distopico, da sempre presente nelle liriche del gruppo, qui prende connotati quasi apocalittici, in netto contrasto con la godibilità dei suoni. La copertina del disco è già un’indicazione in tal senso e anche il video di The Island non induce alla positività.

A prescindere comunque dai contenuti, resta la sostanza di un lavoro sospeso tra atmosfere dance-friendly e una patina vagamente noisy. L’effetto d’insieme è piacevole ma un po’ troppo compatto, come a dire che che chi lo ascolta talora fatica a capire che si sta passando da un brano al successivo.

E’ questo il limite di un disco che non resterà nella storia, ma che ci ricorda che i Ladytron sono stati, e restano, una realtà importante, in attesa di una svolta. Magari all’insegna di una certa oscurità anche nelle musiche, come  suggeriscono Run e Deadzone, non a caso i migliori brani della raccolta.

Ladytron - Ladytron
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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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