Lil Wayne – Tha Carter V
Young Money / Republic / Universal - 2018

Recensione: Lil Wayne – Tha Carter V

Lil Wayne ce l’ha fatta: ecco Tha Carter V.

Lil Wayne – Tha Carter V

Young Money / Republic / Universal – 2018

Non so quanti aspettassero ancora l’uscita di Tha Carter V. Lil Wayne ha fatto passare sette lunghi anni dal peraltro non fenomenale Tha Carter IV. Nel frattempo le dispute legali con l’etichetta dell’ex amico Birdman l’hanno bloccato. Ma soprattutto ci sono stati troppi mediocri mixtapes, arresti e seri problemi di salute mai chiariti, ma con tutta probabilità legati al consumo di stupefacenti. Eppure, in un certo senso, Lil Wayne non è mai andato via. La sua influenza è evidente in tutta la scena rap-trap attuale. Da Drake a Young Thug, difficile pensarli senza Lil Wayne – che peraltro è stato inizialmente mentore di entrambi. Senza dimenticare la scena emo-rap, che lo imita a partire dall’estetica.

Gli ospiti di Tha Carter V

Tha Carter V fa i conti con tutto questo. Dall’iniziale (dopo un’introduzione parlata) Don’t Cry con un featuring di XxxTentacion, il giovanissimo talento emo ucciso lo scorso 18 giugno, che aveva dichiarato la sua ammirazione per Lil Wayne.

Evidentemente Wayne deve aver registrato la propria parte dopo, perché nel verso finale fa riferimento alla sua morte. È un brano atmosferico, lento, nel quale XxxTentacion canta il refrain. Il disco contiene altri featurings di rilievo, come quelli di Kendrick Lamar sulla bella Mona Lisa e di Travis Scott sulla meno interessante Let It Fly. Mancano invece collaborazioni annunciate, per esempio quella con Drake.

Tha Carter V: un disco troppo lungo?

Tha Carter V contiene registrazioni che spaziano fra il 2012 e il 2018. Nonostante questo, non si avvertono troppe differenze di stile. Per la produzione, Lil Wayne ricorre a nuove e vecchie collaborazioni, come quella con Mannie Fresh e allinea ben 23 tracce per un totale di oltre 80 minuti. La prima sorpresa è che i momenti inutili sono pochissimi. Di qualche traccia avremmo fatto a meno più che altro perché è difficile ascoltare di seguito un disco così lungo.

Non possiamo essere tutti Lil Wayne!

Detto questo, però, Tha Carter V è un disco senza punti deboli. L’apertura infila alcuni dei momenti più upbeat, come Dedicate e Uproar. Nella prima inserisce un sample di Dedication di 2Chainz, che a Lil Wayne era appunto dedicata; nonché un altro di Barack Obama nel quale l’allora presidente (2009), dichiarava al pubblico “Our kids can’t all aspire to be LeBron or Lil Wayne”. Ma il disco tiene bene per tutta la durata, e anzi nella seconda parte allinea alcuni dei pezzi più belli, come Mess e Start This Shit Off Right.

 

Lil Wayne 2018

Da Lil Wayne non è il caso di aspettarsi contenuti di critica sociale. Niente Trump, niente Black Lives Matter. Anche Mona Lisa con Kendrick Lamar segue la tendenza e parla di donne poco raccomandabili. Lil Wayne è un individualista, ma neppure segue la tendenza trap attuale annoiando con liste di orologi e capi alla moda. Racconta delle storie e parla della sua vita. Tha Carter V, anzi, è certamente il disco più personale e intimista che Wayne abbia mai realizzato. Siamo lontani da Best Rapper Alive (epico pezzo di Tha Carter II), non perché dubiti di sé, ma perché il peso dei molti momenti in cui è sembrato essere arrivato al capolinea si sente.

La Open Letter di Lil Wayne

“Talkin’ ‘bout some real life shit / Goodbye letter, “Dear Life” shit / So if a nigga kill me, hope he mean it / I just hope I die for a reason” dice su Open Letter, uno dei momenti più alti di un disco che ne allinea un bel po’. Come la conclusiva Let It All Work Out con un sample di Sampha, nella quale, alla fine, rievoca il tentativo di suicidio a 12 anni. È un messaggio di speranza, da un Lil Wayne che altrove parla senza remore e rimorsi del suo stile di vita ai limiti, e dell’intenzione di restarci dentro. Al fan che aveva perso la speranza di riascoltarlo così resta la sensazione di aver ricevuto un regalo e la speranza che ce ne siano altri.

Lil Wayne – Tha Carter V
8,5 Voto Redattore
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Marina Montesano

Written by

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2 Responses

  1. Bea ha detto:

    Lo sto proprio ascoltando in questi giorni e condivido con te il tuo giudizio… Un po’ lungo ma comunque interessante. Devo ancora “appropriamerlo”. Grazie per il tuo articolo !

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