Lily Allen – No Shame Recensione
Parlophone / Regal – 2018

Recensione: Lily Allen – No Shame

Lily Allen torna sulla scena con No Shame.

Lily Allen – No Shame Recensione

Parlophone / Regal – 2018

Sono passati già 12 anni dal sorprendente debutto di Lily Allen, Alright, Still. Un gioiello del pop inglese a tinte ska che aveva conquistato pressoché chiunque. Anche il successivo It’s Not You, It’s Me aveva i suoi momenti, pur non ripetendo il miracolo. Poi anni difficili sotto il profilo personale e un addio alle scene. Alle quali  era tornata nel 2014 con Sheezus. Un disco dalla produzione troppo pulita che ben poco le si addice. E adesso esce questo No Shame, che contiene un paio di pezzi sui quali collabora di nuovo con Mark Ronson, che era stato l’artefice del suono di Alright, Still.

No Shame un disco intimista

Di Lily Allen era nota la verve sboccata, che in parte ritorna su No Shame. Tuttavia, questo è un disco introspettivo, che torna sui momenti difficili attraversati. L’iniziale Come On Then è eloquente: Yeah, I’m a bad mother, I’m a bad wife / You saw it on the socials, you read it online / If you go on record, saying that you know me / Then why am I so lonely? / Cuz nobody fuckin’ phones me.

 

No Shame continua bene grazie alla collaborazione con Giggs su Trigger Bang e ai ritmi sincopati di What You Waiting For.

Lily Allen e Mark Ronson

Peccato che al centro il disco rallenti con qualche ricaduta nel pop levigato che le si addice poco. Inclusa la collaborazione con Ronson su Family Man. Decisamente meglio (sempre incisa insieme dai due vecchi collaboratori) One, ma anche lo ska di Waste, che riporta con qualche nostalgia agli esordi. A questo punto il disco ha ripreso il tono giusto e infatti si conclude assai piacevolmente con Pushing Up Daisies (uno dei momenti migliori) e con Cake

Il presente e il futuro di Lily Allen

Chiaro che nel 2018 Lily Allen non è più la ragazzina di Alright, Still. Con No Shame è forte la sensazione che stia cercando la sua dimensione adulta: che trova lì dove non si appiattisce sul pop americano, ma propone una naturale evoluzione del suono dei primi due dischi. Non è facile riuscire, ma No Shame gioca bene le sue carte.

Lily Allen – No Shame
7,2 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

print
Marina Montesano

Written by

Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

You may also like...

Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.