Recensione: Marianne Faithfull – Negative Capability
Panta Rei – 2018

Recensione: Marianne Faithfull – Negative Capability

Temi contemporanei in Negative Capability di Marianne Faithfull.

Recensione: Marianne Faithfull – Negative Capability

Panta Rei – 2018

Il tempo che passa, amore, morte, malattia, solitudine e terrorismo sono i temi portanti di questo ventunesimo album in studio che Marianne Faithfull propone a breve distanza dallo splendido Give My Love to London (2014). Ispirata la scelta del titolo, tratto da una lettera di John Keats a uno dei suoi fratelli: indica quella capacità, essenziale per un’artista, di saper convivere con incertezze, confusione e complessità senza dover ricorrere a semplificazioni o a verità assolute.

Warren Ellis e Bob Ellis al fianco di Marianne Faithfull

La produzione, affidata principalmente a Warren Ellis e Bob Ellis (Nick Cave and the Bad Seeds, P.J. Harvey, Anna Calvi), conferisce eleganza e compattezza a un’opera i cui testi purtroppo a tratti paiono bozze ancora da sviluppare. Come They Come At Night (scritta con Mark Lanegan), sulla carneficina del Bataclan e In My Own Particular Way.

Negative Capability frutto di anni difficili per Marianne Faithfull

Che Negative Capability sia album estremamente personale è cosa certa, del resto quale album non lo è? Ma, sebbene la Faithfull metta a nudo le sue paure e la sua sofferenza in maniera davvero disarmante, l’impressione è quella che la vera forza motrice di quest’opera sia il bisogno di sentirsi ancora capace di lavorare.

Gli ultimi anni, infatti, sono stati parecchio difficili per la Faithfull: da un’operazione al femore andata male che l’ha costretta a letto per più di un anno, alla scomparsa sia dell’amica storica Anita Pallenberg sia dell’adorato collaboratore Martin Stone (a cui è dedicata la tenera Don’t Go). Dalla sua però, la Faithfull ha da sempre potuto contare su un numero davvero invidiabile di collaboratori di altissima qualità.

Nick Cave contribuisce alla riuscita di Negative Capability

Ed ecco che Nick Cave sembra correrle in aiuto, contribuendo a quelli che a chi scrive paiono i momenti più riusciti di Negative Capability. L’incalzante ballata The Gypsy Faerie Queen (da lui firmata) e il coro di una riuscitissima rivisitazione in chiave folk di Witches’ Song, dal mitico Broken English (1979).

 

Dispiace non essere riusciti a lasciarsi rapire da questo album. Un album ricco di idee e spunti che chi scrive spera possano essere ripresi e sviluppati in un futuro lavoro. Un album che comunque attesta l’irriducibilità  di una delle voci più originali del rock.

Marianne Faithfull – Negative Capability
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Giovanni Ferrari

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Cresciuto con una dieta a base di Bowie, disco e rock'n'roll - primi amori che non si dimenticano. Di questi tempi un po' old skool, ma forse solo per pigrizia: metti su un pezzo di Kendrick Lamar e guarda che fusa ti faccio...

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