Mary J. Blige - Strength Of A Woman | Recensione
Capitol Records - 2017

Recensione: Mary J. Blige – Strength Of A Woman

Mary J. Blige – Strength Of A Woman. 

 

Mary J. Blige - Strength Of A Woman | Recensione

Capitol Records – 2017

Partiamo dalla copertina: una signora troneggia (letteralmente, è seduta su una poltrona che sembra uscita da una villa di Versace) in minigonna e stivali neri, tatuaggio d’ordinanza, caschettino biondo e sguardo vagamente perso nel vuoto. Onestamente non ci avvicineremmo mai ad un manufatto del genere, se non sapessimo di essere al cospetto di The Queen of hip hop-soul. E sappiamo anche che, dopo gli esordi esplosivi con Puff Daddy nei lontani ’90, e alcuni dischi fondamentali per il genere di cui si dichiara sovrana, Mary J. Blige ha in parte perso l’ispirazione, alternando album mediocri ad altri più o meno inutili.

Mary J. Blige arriva al nuovo disco dopo un periodo di appannamento

Ma errare è umano e anche se nel suo caso non mancano gli esempi di diabolica perseveranza, predisponiamoci all’ascolto di Strength Of A Woman. Il titolo è ribadito dall’apertura di Love Yourself dove Mary, con l’aiuto di Kanye West (un altro che in quanto a errori non ha niente da farsi insegnare), riafferma che “devi amare te stesso se vuoi davvero amare qualcun altro”. Niente di originale, ma la consapevolezza e l’energia sono quelli dei giorni migliori, come conferma Thick Of It – con un sample che arriva da Give A Little Love dei Bay City Rollers (?!? – cfr. i due videoclip a fine ecensione).

In Strength Of A Woman Mary J. “le canta” all’ex marito

Ad alto livello si pone anche Set Me Free, splendido mid-tempo alla Quincy Jones in cui la signora afferma che “There’s a special place in hell for you”. A questo punto è meglio ricordare che  il divorzio dal marito Kendu Isaacs (le ha chiesto 120.000 dollari al mese di alimenti, lui) ha sicuramente influenzato il tono delle liriche. Lo si evince anche da Survivor (con un sample dall’unico disco dei Weekend di Simon Booth) o da Find The Love, il brano più ‘dance’ dell’album.

 

Strength Of A Woman profuma di singolo e chiude anche le rivendicazioni (che alla lunga sortiscono un effetto Mannoia, scongiurato solo dalla lingua straniera). Finalmente libera – e sola – Mary J. Blige può firmare un commosso appello al padre (Hello Father), esplicitamente debitore di Jesus Children Of America di Stevie Wonder. Uno degli episodi migliori di un disco in chiaroscuro, ma comunque degno di una Regina.

Mary J. Blige - Strength Of A Woman
7,7 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

 

You may also like...

Lascia un commento!