Massimiliano Larocca – Exit | Enfer
Santeria Records / Audioglobe – 2019

Recensione: Massimiliano Larocca – Exit | Enfer

Atteso e pregevole ritorno di Massimiliano Larocca con Exit | Enfer.

Torna Massimiliano Larocca con Exit | Enfer, un disco interamente “suo” dopo il bellissimo progetto dedicato all’amato Dino Campana (Un Mistero Di Sogni Avverati) di qualche anno fa. E torna alle tematiche e alle atmosfere che gli sono care, in qualche modo riprendendo il discorso solo parzialmente interrotto del suo disco ancora precedente, Qualcuno Stanotte del 2014.

Massimiliano Larocca – Exit | Enfer

Santeria Records / Audioglobe – 2019

I testi del nuovo disco

I testi, a volte in inglese (Black Love), altre volte bilingui (come in Cose Che Non Cambiano) con incursioni anche nel francese (Fin Du Monde), sono incentrati sulla difficoltà di vivere nelle periferie delle città – e in generale nel mondo di oggi –  e di come l’amore, e in generale la sensibilità verso l’altro, possa costituire una via di salvezza. Il tutto espresso con una scrittura poetica matura e suggestiva, al netto di due o tre rime qua e là un po’ scontate e di qualche immagine all’apparenza un po’ troppo “ermetica”. D’altra parte a un “campaniano” come Larocca qualche ermetismo è d’obbligo concederlo.

Le novità di Exit | Enfer

Musicalmente il disco è molto diverso dal precedente, e non poteva essere altrimenti visti i due produttori: Riccardo Tesi allora, Hugo Race adesso. E la mano dell’ex Bad Seeds si sente eccome. Si torna ovviamente, talvolta accentuandole ancora di più, alle atmosfere notturne e a volte cupe di Qualcuno Stanotte, soprattutto in pezzi come (Eravamo) Orfani e Il Regno. Ma anche se la voce calda e profonda di Larocca sembrerebbe fatta apposta per certe atmosfere, il disco è in realtà musicalmente piuttosto vario e risente di tutte le esperienze passate e presenti tanto dell’autore quanto del produttore.

 

Così Larocca ci mette anche non pochi dei toni ironici e dei ritmi “allegri” sfoggiati nel progetto su Campana. E qui pensiamo a pezzi come Fin Du Monde o Cose Che Non Cambiano. Altre volte, come ne Il Giardino Dei Salici, richiama l’andamento apparentemente cantilenante di certo cantautorato italiano dei primi anni ’80. E qui invece ci viene in mente, tra gli altri, il Mario Castelnuovo di Sette Fili Di Canapa.

La produzione di Hugo Race

Dal canto suo Race produce e arrangia mettendoci non poche delle sue esperienze più recenti: dall’elettronica vintage del suo Gemini 4, che ricorre all’inizio di molti degli undici brani del disco, fino a frammenti di psichedelia che richiamano l’ultima fatica dei Dirtmusic. E ci sembra di poter imputare alla produzione dell’uomo di Melbourne anche il frequente ricorso ai backing vocals femminili, molto più accentuato rispetto ai dischi precedenti di Larocca. Su tutto fa di volta in volta – e specialmente ne Il Regno – capolino il blues mediterraneo di Cesare Basile.

I collaboratori di Massimiliano Larocca – Exit | Enfer

Oltre che sulle capacità compositive e vocali di Larocca e su quelle di Hugo Race, il disco poggia anche sulle abilità di una schiera di musicisti di prim’ordine. Ritroviamo qui alcuni degli ormai consueti compagni di viaggio dei due dischi precedenti come la chitarra di Antonio Gramentieri, il basso “discreto” di Francesco Giampaoli e il suono personalissimo delle percussioni di Diego Sapignoli. Si aggiungono la chitarra di Lorenzo Corti e il violoncello di Alice Chiari nonché altri archi della scena musicale fiorentina. Per finire l’elenco delle collaborazioni d’eccezione, impossibile non citare Howe Gelb, che presta il suo piano e il suo “crooning” all’incipit di Fin Du Monde, ed Enrico Gabrielli, raffinatissimo arrangiatore e suonatore dei fiati in Il Giardino Dei Salici.

Perché Exit | Enfer

Un’ultima considerazione sul titolo: quella barra verticale che separa i due termini nel gergo dei programmatori Unix è detta “pipe” e sta ad indicare che il risultato dell’insieme di operazioni che sta alla sua sinistra diventa il punto di partenza per quelle che stanno alla sua destra. Non ci sembra però che Larocca abbia voluto dire che l’unica “uscita” che ci attende porta all’inferno!

Massimiliano Larocca – Exit | Enfer
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Renzo Nelli

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“Giovane” ultrasessantenne, ha ascoltato e ascolta un po' di tutto: dalla polifonia medievale all'heavy metal passando per molto jazz, col risultato di non intendersi di nulla! Ultimamente si dedica soprattutto alla scoperta di talenti relativamente misconosciuti.

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