Möbius Strip Recensione
Musea Parallèle - 2017

Recensione: Möbius Strip – Möbius Strip

L’opera prima dei Möbius Strip.

Möbius Strip Recensione

Musea Parallèle – 2017

Eleganza. I Möbius Strip sono estrema/mente eleganti. Il quartetto, capitanato in termini compositivi da Lorenzo Cellupica, propone quello che è da considerarsi uno degli migliori esordi dell’anno in corso. E questo già dovrebbe bastare, se uno si fida della firma della recensione. Visto che, invece, la fiducia, sovente, non basta più, si forniscono ulteriori elementi. Il combo sonoro è costituito da pianoforte, sax, basso e batteria. La chitarra non c’è, quindi qualcuno già smetterà di leggere.

Möbius Strip e il jazz

Per quelli che continuano a farlo, invece, basti dir che già riuscire a definire il genere proposto in sei brani di durata considerevole ma non stucchevole potrebbe, e sottolineo il condizionale, richiamare un jazz colto ma non scolastico, influenze cubane presumo non consapevoli, un’aria canterburiana che richiede però la conoscenza dotta della dottrina Henry Cow o Hatfield and the North, sottigliezze in aromi Jarrettiani e finanche classicismi…

Il tutto, attenzione, non volgarmente esibito, come talvolta accade nelle opere prime, con eccesso di ansia da prestazione e, ahimè, spavalda esibizione muscolare sovente fine a se stessa e fine di se stessa… Eleganza si diceva. L’ascolto dell’eponimo debutto richiede attenzione al setting ove viene svolto. Non trattasi di musica da ascensori, tantomeno, di manualetto nerd del perfetto cool jazzofilo, ci si astenga piuttosto.

Möbius Strip: un disco che sfida le convenzioni

Il disco prende, al suo progredir, la forma di un soggetto vero e proprio a cui dedicare attenzione, in cui riconoscere vecchie fotografie e nuove prospettive architettoniche. Infatti si coglie, non a caso, una calda ingegneria sonora alchemicamente riuscita e sorprendente se si pensa alla giovine età degli esecutori. La costruzione dei brani rispetta esattamente il canone previsto proprio dal teorema del nastro di Möbius. Chi non lo conosce lo percepirà in maniera inconscia e le spiegazioni saranno inutili.

Un’opera decisamente interessante e programmatica. Probabilmente prodroma di sviluppi poiché il germe dell’evoluzione in divenire è auralmente palpabile. Si colgono già palesi promesse su quel che ci aspetterà nelle prossime emissioni, perché la tecnica, calda in questo caso, e la voglia di svilupparsi è enorme.

Un plauso, infine, al coraggio di affrontare una grammatica sonora biograficamente considerata anacronistica che risveglia speranze nelle orecchie di chi pretende di saperla lunga. Da prendere in toto e da ascoltare in modalità palindroma, spero arrivi presto l’opera seconda (a nessuno).

Möbius Strip - Möbius Strip
8,5 Voto Redattore
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