Morrissey - California Son
Etienne – 2019

Recensione: Morrissey – California Son

Disco di cover per Morrissey: California Son.

Morrissey - California Son

Etienne – 2019

Recensendo questo California Son, primo album interamente di cover della trentennale carriera di Morrissey, è impossibile non tener conto di quelle che – per chi scrive – sono le sue repellenti idee politiche. Ciò lo impone il cantautore stesso, le cui esternazioni più riprovevoli da circa dieci anni a questa parte accompagnano ogni nuova uscita discografica, stringendo così un nesso imprescindibile fra opera e pensiero politico. Ultima fra le tante la sua recente apparizione nel Jimmy Fallon Show con indosso il badge del partito di estrema destra ‘For Britain’ (equivalente britannico di ‘Prima l’Italia’). Senza l’ombra di ironia.

Alti e bassi di California Son

Detto ciò, l’attacco con Morning Starship sembra promettere bene. Qui Morrissey e il suo produttore Joe Chiccarelli rendono omaggio all’originale del glam rocker americano Jobriath con sostanziose dosi di synth, riff scoppiettanti e coretti che fanno fare ‘così’ con la testa.

 

Segue, a ruota, una scialba rivisitazione di Don’t Interrupt The Sorrow di Joni Mitchell, la cui squisita miscela di jazz e folk è qui invece ridotta a poco più di ‘elevator music’. E purtroppo di qui in poi California Son è in caduta libera.

Su California Son Morrissey interpreta le canzoni di protesta dei ‘60s

Legittimo il sospetto che dietro la scelta di tre meravigliosi brani composti negli anni d’oro della protest song statunitense (firmati Bob Dylan, Phil Ochs e Buffy Sainte-Marie) si nasconda il desiderio perverso di piegarli alla logica fascistoide del Moz e trasformarli così in apologie del razzismo e della xenofobia del Regno Unito in tinta Brexit.

Morrissey: California Son riserva il meglio, o il meno peggio, in chiusura

Se, per fortuna, il pedissequo arrangiamento di It’s Over di Roy Orbison nulla toglie né aggiunge all’originale, sono invece da dimenticare le riprese di Laura Nyro e Dionne Warwick deplorevolmente ridotte a scadenti tracce da karaoke.

L’unico brano con una genuina carica emotiva arriva ahimè solo in chiusura, con Some Say I Got Devil. Il tono elegiaco dell’originale di Melanie viene qui sostituito da un pathos muscoloso e pulsante che esalta al massimo l’espressività della voce di un artista che nel corso di trentacinque anni di attività è riuscito a toccare il cuore di milioni di fan così come a far rivoltare lo stomaco di altrettanti.

Morrissey - California Son
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Giovanni Ferrari

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Cresciuto con una dieta a base di Bowie, disco e rock'n'roll - primi amori che non si dimenticano. Di questi tempi un po' old skool, ma forse solo per pigrizia: metti su un pezzo di Kendrick Lamar e guarda che fusa ti faccio...

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