Mount Eerie - Now Only | Recensione album
P.W: Elverum & Sun - 2018

Recensione: Mount Eerie – Now Only

Il secondo “disco del dolore” di Phil Elverum/Mount Eerie.

Mount Eerie - Now Only | Recensione album

P.W. Elverum & Sun – 2018

Come era stato per A Crow Looked At Me, anche nel caso di Now Only, nuovo disco di Phil Elverum/Mount Eerie, il rapporto artista-ascoltatore è una questione molto privata. Lasciarsi andare al flusso di coscienza altrui e unirlo al proprio. Confrontare l’altrui dolore con il proprio. A volte però non ci si riesce. A volte è impossibile entrare in sintonia con sentimenti così forti. E allora si passa al distaccato interesse, alla partecipazione compassionevole. Si corre addirittura il rischio inconfessabile del calo d’attenzione.

Now Only prosegue il triste racconto iniziato con il lavoro precedente

Now Only è a tutti gli effetti la seconda parte di A Crow Looked At Me. Quel disco raccontava gli ultimi giorni di vita della moglie trentacinquenne di Elverum, l’artista Geneviève Castrée, sotto forma di canzoni strazianti scritte nella stanza dove la donna si era spenta. Raccontava anche della difficoltà enorme a ricominciare una nuova esistenza come padre senza compagna di una bambina di un anno.

Now Only è il disco del lentissimo ritorno al mondo ed è strutturato come il precedente. Sono sei lunghi canzoni composte su una chitarra con corde di nylon. Melodie appena accennate e un fluire di parole che descrivono come qualche forma di distacco stia intervenendo a razionalizzare l’inspiegabilità di una tragedia. Come a dire che se un evento determina un prima e un dopo, si può provare a gestire il dopo. In certi momenti viene da  pensare a un altro inanellatore di immagini e idee, Mark Kozelek/Sun Kil Moon. Però Elverum è meno egoriferito. A Crow Looked At Me ha colpito così tante persone proprio per la sua avvicinabilità. La sofferenza del vicino di pianerottolo. Cosa che con il massimalismo visionario di Kozelek non accade mai.

La luce in fondo al tunnel di Now Only

Anche dal punto di vista sonoro ci sono qua e là cenni di ‘risalita’, come ad esempio nella chitarra elettrica distorta di un pezzo che si intitola, appunto, Distortion. O nell’intervento appena accennato di una sezione ritmica in Ravens.

Il momento in cui si percepisce una piccola luce in fondo al tunnel è proprio la title-track. Se la melodia propone vaghi accenti alt-folk, il testo elabora il salvifico concetto del “non è capitato solo me”: “Alla gente viene il cancro e muore, alla gente passa sopra un camion e muore…” A un certo punto arriva il guizzo ironico a sorpresa: “Poi senza accorgermene mi sono trovato sotto il cielo notturno del deserto fuori Phoenix a un festival dove mi avevano pagato l’aereo per andare e suonare queste canzoni di morte davanti a un gruppo di ragazzotti drogati”. Vivido, a dir poco, oltre che un modo per spiegare come “il dolore diventa calcificato” anche grazie alla musica.

Mount Eerie artista ‘difficile’?

Now Only è comunque un album “astenersi svagati ealtro-pensanti”. Un album che, come detto, si potrebbe definire faticoso, anche perché non contiene vere canzoni. Però vale la pena trovare 40 minuti (a pensarci bene un tempo irrilevante all’interno di una giornata) per concentrarsi su qualcosa di importante che ha certamente fatto bene all’artista e all’uomo Elverum e fa bene anche a noi, per un pochino lontani da un mondo esterno triste  assai. E che a farci del bene sia un disco che parla di morte qualcosa deve pur voler dire.

Mount Eerie - Now Only
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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