Old Sea Brigade - Ode To A Friend
Nettwerk - 2019

Recensione: Old Sea Brigade – Ode To Friend

Old Sea Brigade ovvero l’imperituro fascino della tristezza.

Old Sea Brigade - Ode To A Friend

Nettwerk – 2019

Si parla così tanto (così troppo?) di morte della musica presunta vera per mano della trap che non ci si accorge di molte altre cose interessanti. Non ci si accorge ad esempio di una scena ‘folk’ che è piuttosto prospera a dispetto – o forse a causa (come diremo più avanti)  – del tono malinconico che la contraddistingue.

Si prenda il caso di  Ben Cramer, compositore e polistrumentista di stanza a Nashville che da qualche anno incide con lo pseudonimo di Old Sea Brigade. Cramer/Old Sea Brigade incide musica sommessa, sottotraccia, lineare eppure ricca di stratificazioni, semplice ma luminosa tipo bella giornata invernale. Nulla comunque di eclatante o di schiacciasassi al primo ascolto, eppure il brano Tidal Wave, tratto dall’ep del 2017 Cover My Own, ha superato i sei milioni di stream su Spotify.

L’inaspettato successo di Old Sea Brigade

L’immagine, magari sbagliata, che sorge spontanea è quella di sei milioni di giovani solitudini che trovano infine  una musica non sopra le righe adatta a tratteggiare i loro guai o la loro scarsa capacità di socializzazione. Quest’idea di canzoni per cuori difficili trova conforto nella  causa scatenante  del primo lavoro di lunga durata di Cramer. Ode To A Friend è infatti dedicato a uno dei migliori amici dell’artista, morto suicida.

 

Ode To A Friend: come rendere fluida la tristezza

A questo punto chi immagini di trovarsi dalle parti dei funerei album recenti di Mount Eerie (in ricordo della moglie uccisa da una malattia), un po’ ci azzecca un po’ sbaglia. Ode To A Friend è infatti un lavoro caratterizzato da una sua fluidità, da una sua sostanziale piacevolezza d’ascolto. Piacevolezza che deriva da un’indiscutibile capacità di rendere sempre abbastanza mosse le composizioni grazie a piccoli scatti melodici o a bei tocchi strumentali definibili come ambient. Parlando di grandi nomi del passato potremmo evocare l’impegnativo nome di Nick Drake, magari prodotto da Geoff Barrow dei Portishead. In tempi più vicini a noi referenti plausibili sono classici dell’isolazionismo sonico come le opere prime di Bon Iver e Iron & Wine, così come certa elettronica minimalista di James Blake.  Non siamo neanche troppo lontani dai carmi di amor perduto di Ex:Re/Elena Tonra.


Di norma canzoni come quelle di Old Sea Brigade corrono il rischio di venire bypassate anche dall’ascoltatore ben disposto se lo stato d’animo del momento è fuori sintonia. Quasi tutto ciò che viene proposto in Ode To A Friend ha invece una sua autorevolezza non impositiva che lo rende affascinante. Come chi in un dibattito alza educatamente il braccio per chiedere di intervenire e poi tutti lo ascoltano anche se parla a bassa voce.

Old Sea Brigade - Ode To A Friend
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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