Parliament - Medicaid Fraud Dogg | Recensione
C Kunspyruhzy - 2018

Recensione: Parliament – Medicaid Fraud Dogg

Dopo 38 anni George Clinton fa rinascere i Parliament.

Parliament - Medicaid Fraud Dogg | Recensione

C Kunspyruhzy – 2018

È pur vero che si tratta del nuovo disco dei Parliament dopo 38 anni. Ma è altrettanto vero che da Trombipulation chi avesse voluto seguire le tracce di George Clinton – a suo nome, come P-Funk All Stars o nel 2014 con gli altrettanto redivivi Funkadelic – avrebbe avuto almeno una quindicina di dischi a disposizione. (Con l’aggiunta di svariati e più o meno interessanti live e greatest hits.) Ma tant’è, il fatto che il marchio di uno dei collettivi più celebri della storia del funk sia tornato è pur sempre una notizia.

La lunghissima carriera di George Clinton

Impossibile ripercorrerne la storia in dettaglio. L’artefice, George Clinton, classe 1941, ha iniziato come garzone di barbiere a Newark, alla testa di un quintetto doo-woop che si chiamava – ma guarda un po’ – The Parliaments. Il trasferimento a Detroit, la gavetta in piccole etichette ed ecco il doppio debutto nell’estate del ‘70. Prima i Funkadelic, sempre una sua creatura, firmano per la Westbound, l’altra etichetta della MOtorTOWN, poi i Parliament per la Invictus (ma in seguito si trasferiranno alla losangelina Casablanca). Le due formazioni andranno avanti più o meno in parallelo e con lo stesso, numerosissimo, giro di musicisti. Più orientati alla psichedelia black i primi, più classicamente funk-soul i secondi.

Dopo i Funkadelic oggi ritornano i Parliament

La storia, interrotta negli anni ‘80 per scontri personali, storie di droga, progetti apocrifi, riprende quasi subito con un terzo ensemble, i P-Funk All Stars, poi con altri dischi a nome di George Clinton (due, non indimenticabili, anche per l’etichetta di Prince). Infine il ritorno alle origini: i Funkadelic nel 2014 e ora gli oltre 100 (cento) minuti di musica di Medicaid Fraud Dogg a nome Parliament.

Temi e suoni di Medicaid Fraud Dogg

Al centro del disco c’è l’attacco a Big Pharma (forse anche perché George arriva proprio da Plainfield, dove hanno sede la maggior parte delle industrie farmaceutiche americane), ad un sistema che ha sedato il paese, con strali sull’attuale crisi sanitaria e contro il presidente Trump, in brani come Pain Management, Psychotropic, Insurance Man o I’m Gon Make U Sick O’ Me.

Musicalmente, e non poteva essere diversamente, sembra di sfogliare un dizionario della musica black aggiornato a Flying Lotus e Kendrick Lamar, ma dal quale certo non sono state cancellate le vecchie voci tipo Fred Wesley e Pee Wee Ellis (presenti ai blocchi). E se anche Thelonious Monk fa capolino in 69 (inconfondibile la citazione di In a Walked Bud) e in On Fire (ecco il riff di Epistrophy), vuol dire che il dottor Clinton ha davvero trovato un rimedio alla malattia e la cura è certamente il Funk. Perlomeno per la mente.

Parliament - Medicaid Fraud Dogg
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Danilo Di Termini

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Da ragazzo ho passato buona parte del mio tempo leggendo libri e ascoltando dischi. Da grande sono quasi riuscito a farne un mestiere, scrivendo in giro, raccontando a Radio3 e scegliendo musica a Radio2.

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