rhiannon giddens -freedom highway | recensione
Nonesuch - 2017

Recensione: Rhiannon Giddens – Freedom Highway

Rhiannon Giddens – Freedom Highway.

rhiannon giddens -freedom highway | recensione

Nonesuch – 2017

Freedom Highway è un disco serio, importante, ineccepibilmente strutturato. Rhiannon Giddens è un’artista capace, articolata e ricca di talento. Eppure il risultato finale, per quanto apprezzabile, non convince del tutto. Ma si proceda con ordine.

Rhiannon Giddens fa parte di una string band afroamericana denominata, con bella ironia,  Carolina  Chocolate Drops. Le Gocce di Cioccolato della Carolina suonano bene  e dimostrano che, almeno in origine, fra tradizione bianca e nera non c’erano poi grandi barriere. D’altronde, basta ascoltare la Anthology Of American Folk Music di Harry Smith per rendersene conto.

 

Rhiannon Giddens fonde in sé tradizione nera e bianca

Giddens ha esordito come solista nel 2015 con Tomorrow Is My Turn, prodotto da T-Bone Burnett e unanimemente apprezzato. Freedom Highway si sta già guadagnando consensi altrettanto ampi. E li merita. Pur con qualche riserva. Ma si continui a procedere con ordine.

Freedom Highway è un disco a tema che spazia dal 1797 a oggi.  Tutte le canzoni sono dedicate alla vita degli afroamericani negli Stati Uniti. Il rischio di genericità viene sventato puntando l’attenzione sui rapporti familiari in situazioni di sofferenza. Si parte dalla madre schiava che vuole tenere con sé il proprio bambino (At The Purchaser’s Option), si passa attraverso la Guerra Civile Americana (Julie, Come Love Come) e le lotte per i diritti civili (Birmingham Sunday, Freedom Highway degli Staple Singers) e si arriva al 2016 dei neri uccisi dalla polizia (Better Get It Right The First Time).

Freedom Highway è un grande affresco social-musicale, ma…

Il grande affresco storico utilizza una varietà di colori e stili abilmente coordinati dal produttore Dirk Powell. I momenti migliori sono quelli che suonano più arcani e legati all’old-time music, con il “minstrel banjo” di Rhiannon Giddens in primo piano. Poi ci sono elementi blues e gospel ed episodi arrangiati con sezione ritmica ‘rock’ e chitarra elettrica. Powell è bravo, come si diceva, e riesce a inserire senza attriti persino un fluidissimo rapping. Ineccepibile infine la copertina, che illustra come la strada verso la libertà sia, per gli afroamericani, un sentiero ancora pieno di fango.

 

Ma non c’erano delle critiche da fare? Sì, eccole. Freedom Highway è troppo perfetto e Rhiannon Giddens è troppo brava, inclusa una voce così duttile da creare rossori sui volti di Julia Holter e Laura Marling e altre autrici odierne. Si ha l’impressione di ascoltare un saggio. Un saggio interessante e informativo, che fa pensare e persino indignare.

Però non ci si immerge in questa musica. Si resta sulla riva del fiume della storia e non ci si emoziona per davvero.

Rhiannon Giddens - Freedom Highway
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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