Rich Brian - The Sailor
88rising - 2019

Recensione: Rich Brian – The Sailor

La 88rising presenta Rich Brian: The Sailor

Rich Brian - The Sailor

88rising – 2019

Per chi non lo sapesse Rich Brian (Brian Emanuel) è un artista diciannovenne indonesiano arrivato in America qualche anno fa che ha avuto successo con il singolo indipendente Dat Stick e poi ha firmato per la casa discografica 88rising creata da Sean Myashiro che ha in catalogo altri artisti come Joji, NIKI e gli Higher Brothers. Label da tenere in considerazione dato che sponsorizza artisti asiatici ma che ha come obiettivo dare spazio a tutti i musicisti immigrati in America.

Da Dat Stick a Rich Chigga

Quando è uscito Dat Stick, Brian aveva 17 anni ed era appena arrivato in America. Il singolo, volutamente trash, è poi arrivato alle orecchie di rapper molto famosi, grazie ad un video prodotto dalla 88rising dove si vedevano tipi come Ghostface Killah e Desiigner reagire all’ascolto ed al video clip della canzone. Risultato: 20 milioni di views!

 

Avendo imparato l’inglese ascoltando musica hip hop  in Indonesia, Brian non era a conoscenza del peso e dell’importanza della N word nel mondo anglofono e decise quindi darsi il nome d’arte Rich Chigga (Chinese N…) , per prendere un po’ per i fondelli tutti quelli che vedendo una persona asiatica la collegano direttamente alla Cina. Poco tempo dopo essere arrivato in America, dopo numerose critiche e capendo poi il peso della parola discriminatoria, ha deciso di cambiare il suo nome nell’attuale Rich Brian. The Sailor è il suo secondo album e, visto che è stato pubblicato in piena crescita della 88rising, è stato ampiamente pubblicizzato anche con tabelloni spotify a Times Square.

Rich Brian – The Sailor

Partiamo dal singolo The Sailor, canzone che entra ampiamente nei canoni hip hop ma non tra le mie preferite dell’album, anche se verso la fine diventa molto beatlesiana.

 

Kids, canzone dal testo molto importante, parla del suo arrivo in America e di come essere fieri delle proprie origini visti i risultati da lui raggiunti: “Tell them asian kids they could do what they want” … Oppure “That everyone can make it no matter where you’re from”. Anche per questo Brian è riuscito, mentre beveva un tè con il Presidente dell’Indonesia, a fargliela sentire… Mica male!

Perché The Sailor di Rich Brian è un disco riuscito

In generale, ma soprattutto in alcuni pezzi, l’album ha l’effetto da me chiamato Sufjan Steven‘s effect (che a tratti possiede anche il nippo-australiano Joji). Ovvero il riuscire, tramite la propria musica, a creare immagini. Per farvi capire meglio, io sono nata nel 2004 e non ho idea di come sarebbe stata una estate negli anni ’80 a Crema (come nel film Call Me By Your Name). Eppure attraverso la colonna sonora non solo adesso mi ricordo dell’atmosfera del film ma, la prima volta che ho sentito queste canzoni, è come se mi facessero ricordare cose che non ho ancora vissuto. Cosa perfettamente rispecchiata secondo me nella canzone Drive Safe, che è la mia preferita dell’album di Brian.

Nell’album ci sono collaborazioni con Joji , RZA e Bekon che rendono quindi questo disco un ascolto consigliabile dal basso della mia esperienza.

Rich Brian - The Sailor
8 Voto Redattore
0 Voto Utenti (0 voti)
Cosa ne dice la gente... Dai il tuo voto all'album!
Sort by:

Be the first to leave a review.

User Avatar
Verificato
{{{ review.rating_title }}}
{{{review.rating_comment | nl2br}}}

Show more
{{ pageNumber+1 }}
Dai il tuo voto all'album!

print
Vittoria Valeri

Written by

Finta bassista per The Bandwagon e insegnante di musica contemporanea per suo padre. Possiede vinili ma non giradischi ed è tristemente convinta che ascoltare musica degli anni 80/90 sia un tratto della personalità.

You may also like...

Lascia un commento!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.