Senyawa - Sujud
Sublime Frequencies - 2018

Recensione: Senyawa – Sujud

Senyawa: musica globale dall’Indonesia.

Senyawa - Sujud

Sublime Frequencies – 2018

Non dovrebbe più sorprendere nessuno che molte delle cose migliori e più innovative in campo musicale ci arrivino da angoli lontani dall’asse angloamericano. I Senyawa sono indonesiani, dell’isola di Giava, e sono un duo composto da Rully Shabara e Wukir Suryadi. Il primo è il cantante, le sue sperimentazioni vocali nelle varie lingue indonesiane fanno sì che la voce diventi un vero e proprio strumento capace di modularsi su toni molto diversi pur privilegiando la gutturalità. Il secondo suona vari strumenti prevalentemente da lui stesso creati in bambù o legno o appartenenti alla tradizione della sua terra. Per questo lavoro Suryadi ha costruito un’apposita chitarra ed è poi intervenuto con loop, delay e altre manipolazioni elettroniche.

Chi sono i Senyawa

In questi anni di attività i Senyawa hanno realizzato sette dischi in studio e tre dal vivo e hanno attirato l’interesse di molti musicisti dell’area sperimentale e dell’avanguardia musicale. Si va da Damo Suzuki a Stephan O’Malley, da Keiji Haino ai Melt Banana, da David Shea a Charles Cohen. In particolare ci piace segnalare il lavoro con Arrington De Dyoniso, col quale hanno realizzato il quinto volume della bellissima serie Unheard Indonesia: jam improvvisate con diversi artisti dell’arcipelago e registrate in varie località della giungla. Certo un nome di nicchia, ma di assoluto valore, una musica apparentemente ostica, ma che si rivelerà un prezioso scrigno di emozioni per chi vorrà aprirlo.

Foto di Dawid Laskowski

I temi dell’album Sujud

Sujud, disco di esordio sulla label Sublime Frequencies, è una lunga meditazione angosciata e orrifica sul tema della terra. Il canto arcaico, cupo, cavernoso che percorre la traccia iniziale, Tanggalkan Di Dunia (Disfare il mondo), sembra fuoriuscire dalle forze telluriche infuocate e distruttive che imperversano nelle isole indonesiane. Droni, effetti elettronici, una chitarra straziata, un ritmo industrial implacabile, un lento crescendo, la voce che si disarticola in borbottii ansimanti. Tutto contribuisce a creare un’atmosfera angosciosa, un’originalissima versione di doom metal estremo. E dopo le atmosfere notturne evocate nel brano precedente, l’apertura di Sujud (Prostrazione) sembra portarci in una livida alba, un drone ipnotico e dolce di chitarra, la voce che si ingentilisce in un canto rituale,  una sorta di preghiera alla natura di grande impatto. Lo stesso si può dire per la successiva Terbertaktilah Tanah Ini (Benedetta è questa terra), breve e drammatica.

 

Penjuru Menyatu spezza, almeno apparentemente, le atmosfere plumbee che ci hanno fin qui attanagliato. Shabara abbandona i toni cupi per un folk punk di sorprendente forza, dei Pogues della giungla tropicale convertiti a misteriche tradizioni animiste. Dopo il breve e stupefacentemente ardito vocalizzo di Kehendak – sarebbe piaciuto al compianto Demetrio Stratos – Tumbuh Dari Tanah (La bontà cresce dal suolo) ci riporta ad atmosfere mistiche e rituali, un canto liturgico punteggiato da nervosi suoni di chitarra. Chiude Kenball Ke Dunia (Ritorno al mondo): un ritmo ripetitivo dato dalle percussioni e dalla voce ci conduce verso un’imprecisata meta. Sarà salvezza o dannazione?

Sujud come viaggio iniziatico

Sujud è un viaggio iniziatico che sembra nascere dalle cavità vulcaniche per condurci su un terreno dove trance, estasi mistica, riti tribali, ci rivelano la sacralità profondamente legata alla storia, alla cultura e alla natura dell’Indonesia. L’azione musicale dei Senyawa nasce dalla tradizione per poi avventurarsi in territori diversi, dal doom al folk, dal noise alla psichedelia, offrendoci un’esperienza unica e totalizzante. A noi non resta che farci ipnotizzare nell’ascolto.

Senyawa - Sujud
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Ignazio Gulotta

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Nato nel 54 a Palermo, dal 73 vive a Pisa. Ha scritto di musica e libri per la rivista online Distorsioni, dedicandosi particolarmente alla world music, dopo aver lavorato nel cinema d’essai all’Atelier di Firenze adesso insegna lettere nella scuola media.

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