Recensione: Slowthai - Nothing Great About Britain

Recensione: Slowthai – Nothing Great About Britain

Slowthai presenta Nothing Great About Britain.

Slowthai - Nothing Great About Britain

Method Records – 2019

Slowthai è Tyron Kaymone Frampton: un ventiquattrenne di Northampton, nato in una famiglia originaria delle Barbados e d’Irlanda. Il nome d’arte, solitamente in minuscole (slowthai), gli viene da un nomignolo non benevolo che gli era stato affibbiato da bambino per i suoi difetti di pronuncia. Diventato dunque Slowthai per rivalsa, negli ultimi due anni ha registrato una serie di canzoni che l’hanno messo in luce e con Nothing Great About Britain realizza il suo LP d’esordio. Siamo in ambito grime e rap, parte di questa nuova onda di giovani inglesi con molte cose da dire.

 

Il disco presenta lo stato della nazione come possono vederlo molti giovani poveri delle periferie e delle provincie inglesi. Impossibile non vedere un legame con una lunga tradizione musicale che certamente nel punk trova uno dei suoi momenti di massima espressione. I riferimenti alla regina della title-track (il più rude ‘cunt’ sostituisce il ‘She’s not a human being’ di God Save the Queen), accompagnata da un bel video, o il nome di Sid Vicious che compare in Peace of Mind qualcosa significano in termini di continuità.

Il suono di una nuova generazione

Ma è soprattutto la musica prodotta da Slowthai a qualificarsi nello spirito come ‘punk’, sebbene sotto nuove spoglie. Il flow isterico rinvia al Dizzee Rascal degli esordi, quello migliore, il cui nome è evocato nelle primissime battute del disco. La produzione è affidata prevalentemente a Kwes Darko, produttore ancora poco noto ma che dimostra di saper mettere insieme una bella varietà di beats. A volte potenti, a volte melodici, variano a dovere nei 35 minuti del disco.

 

Collaborazioni importanti, ma Nothing Great About Britain appartiene a Slowthai

Ci sono anche altri apporti di peso. Ottimo Skepta su Inglorious. Bravi anche gli Slaves a provvedere una base melodica per Missing sulla quale il flow potente di Slowthai può dare il meglio. Eccellenti Mura Masa nel proporre una base electro-punk da fare invidia agli Sleaford Mods per Doorman, il cui video cita una scena iconica di Transpotting.

 

Tuttavia, Nothing Great About Britain è il disco di Slowthai, talento grezzo e sorprendente che non potrà lasciare indifferenti. Come nella conclusiva Northampton’s Child, canzone nella quale ripercorre l’infanzia difficile, dedicata alla madre (“l’unica regina”) che l’ha avuto a sedici anni. O quando canta, nel ritornello di Peace of Mind: “Provo la pace interiore mentre dormo nel mio letto / Ma non posso sentirla / Provo la pace interiore mentre sogno / di una vita che non sto vivendo”. Dal clamore che si va creando attorno all’uscita di Nothing Great About Britain, sembra probabile che la vita di Slowthai sia sul punto di svoltare.

Slowthai - Nothing Great About Britain
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Marina Montesano

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