Spiral Stairs – Doris & The Daggers
Domino Recordings - 2017

Recensione: Spiral Stairs – Doris & The Daggers

Spiral Stairs – Doris & The Daggers.

Spiral Stairs – Doris & The Daggers

Domino Recordings – 2017

Secondo prova per Scott Kannberg, ex chitarrista dei Pavement, Doris & The Daggers arriva a otto anni di distanza da The Real Feel, il travolgente album del debutto.  Il nuovo lavoro si colloca sulla scia dell’esordio, sebbene siano quasi del tutto assenti un certo gusto per la sperimentazione e il desiderio di percorrere nuovi sentieri musicali.

Spiral Stairs è quasi un supergruppo

L’album, che si avvale, fra gli altri, della collaborazione di Matt Berninger dei National (e non solo), di Kevin Drew dei Broken Social Scene e di Adam Wade degli Shudder to Think, è un lavoro dal sapore un po’ retro.  Possiamo infatti trovarci dei riferimenti alla new wave anni 80, così come alle sonorità della scena rock neozelandese dei primi anni 90, e non pare insolito se si pensa che Kannberg nutre un certo interesse per quella scena.

Doris & The Daggers : un disco di rock convenzionale

E infatti, la traccia di debutto, Dance (Cry Wolf), ma anche il brano successivo Emoshuns, ci fanno precipitare in sonorità che paiono un tributo al Duca Bianco David Bowie, sia per la costruzione della melodia sia per la voce che pare modulata sul modello di quella del musicista britannico scomparso lo scorso anno. Si tratta nel complesso di canzoni costruite in modo piuttosto classico, con l’alternarsi di chitarra, basso e batteria nel modo più convenzionale. Nessuna ricerca di effetti particolari, nessuna distorsione.

 

L’unica concessione alle sonorità più noisy arriva infatti con in chiusura con la title track. Anche i testi non sono particolarmente originali. Tematiche e struttura ci fanno immergere nell’universo di un cinquantenne alle prese con gli alti e bassi della vita, ivi compresa la gestione di figli adolescenti. Come nel caso di The Unconditional, brano nel quale ci racconta del proprio rapporto con la figlia teenager.

Una buona prova per Spiral Stairs

Fra i brani più belli e meno convenzionali No Comparison e Trams (Stole My Love), che si apre con un bel riff di basso e chitarra a cui si uniscono saxofono, batteria e voce, a creare una interessante trama musicale, che si offre come eccellente rilettura di uno schema già proposto in passato.

L’album scorre via in modo estremamente tranquillo. Non possiamo certo considerarlo una pietra miliare, per i limiti che abbiamo sopra esposto, ma si lascia ascoltare ed è gradevole senza avere grandi pretese. Si merita senza dubbio una sufficienza, sebbene poco più di questo.

Spiral Stairs – Doris & The Daggers
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Mariangela Macocco è stata inviata di TomTomRock da Parigi fino al marzo 2018.

Mariangela Macocco

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