Stella Diana – 57
Vipchoyo Sound Factory - 2018

Recensione: Stella Diana – 57

Dopo Nitocris, ecco di ritorno gli Stella Diana con 57.

Stella Diana – 57

Vipchoyo Sound Factory – 2018

A due anni dall’ottimo Nitocris ecco di nuovo gli Stella Diana con un titolo altrettanto criptico: 57. Per TomTomRock l’incontro con la band è avvenuto parlando del movimento shoegaze in Italia, ma Stella Diana sono ormai una realtà non solo italiana e non solo shoegaze. Certamente, 57 è un disco dall’afflato internazionale. Inoltre, la musica proposta continua a essere ricca di riverberi e di caratteri tipici del movimento, ma amplia il discorso rendendolo ben più personale.

57: conferme e novità

Come già dicevano in un’intervista, gli Stella Diana amano avere il controllo totale della propria musica. 57 è stato realizzato da Giacomo Salzano insieme a tutta la band nel suo studio di registrazione. È quindi un disco autoprodotto, ma per niente lo-fi. I suoni sono nitidi e di qualità, al servizio di dieci composizioni dai frequenti rinvii cinematografici: Harrison Ford, Ludwig, Do Androids… Nitocris si chiudeva d’altra parte con una gran bella ripresa di Assault On Precinct 13 (J. Carpenter).

 

La dimensione quasi ultraterrena e sognante è fondamentale nella musica degli Stella Diana. Che si gioca spesso su contrapposizioni: fra maestosità e dream pop; fra dark wave e luce. Caratteri che emergono nel singolo Der Sandmann, dalla splendida apertura. Ma su 57 gli Stella Diana si permettono anche alcune divagazioni rispetto al solito. Si ascolti la seconda traccia, Nios, che ha un incedere post-punk (definizione abusata, ma difficile da sostituire) e la voce più in evidenza del solito. Un esperimento a dire il vero molto ben riuscito. Oppure Elaine, nella quale i toni si addolciscono.

Il marchio Stella Diana

 

L’altro singolo Iris è invece molto tipico del suono Stella Diana, con un attacco in sordina e, verso la metà, una esplosione di suoni. Alla fine, poter parlare del ‘suono tipico’ di una band è forse il complimento maggiore. Negli anni gli Stella Diana hanno costruito un discorso personale che li rende riconoscibili, al di là delle etichette che chi scrive può utilizzare per descriverli.

Stella Diana – 57
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Marina Montesano

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