The Districts – Popular Manipulations Recensione
Fat Possum - 2017

Recensione: The Districts – Popular Manipulations

The Districts alla seconda prova.

The Districts – Popular Manipulations Recensione

Fat Possum – 2017

Torna con Popular Manipulations il quartetto indie statunitense The Districts. Avevano  esordito (dopo una prima uscita semiufficiale) nel 2015 con A Flourish And A Spoil. Due anni sono un periodo canonico per pensare a una nuova prova. Ma i Districts in questi due anni sembrano aver fatto di più, sostanzialmente ripensando completamente o quasi loro musica.

Popular Manipulations verso una nuova direzione

A proposito di A Flourish And A Spoil si poteva notare quanto numerose fossero le influenze del suono prodotto dai Districts. Tuttavia, quel disco aveva un piglio immediato e nervi scoperti che lo facevano apprezzare. Il nervosismo punk che lo caratterizzava sparisce invece completamente su Popular Manipulations. Un disco che guarda in tutt’altra direzione e che non nasconde le ambizioni.

 

Il nuovo sound dei Districts

The Districts si presentano nel 2017 con un suono nuovo, ma non in senso assoluto. Come sul precedente, anche in Popular Manipulations si possono cogliere tante influenze. Solo che non sono più le stesse. La band di Lilitz, Pennsylvania, vira verso una indie / new wave che sorprende. Alle chitarre si aggiungono le tastiere e alla voce solista molti cori. If Before I Wake, all’inizio del disco, ricorda gli Arcade Fire degli esordi.

Una influenza che ritorna, con una qualche magniloquenza che i canadesi hanno saputo generalmente gestire meglio, ma che può anche stufare. Mentre in altri brani, per esempio Salt, è il post-punk (volendo si potrebbero citare gli Interpol) a farsi avanti.

Il giudizio su Popular Manipulations

Popular Manipulations non è un brutto disco. Potrebbe piace a chi ama le band appena citate. E la conclusione con Will You Please Be Quiet Please fa venire voglia di dargli un’altra chance. Tuttavia, il problema sta nel fatto che i Disticts sembravano maggiormente a proprio agio nella versione precedente. Con composizioni più chiare e una maggiore esplosività, qui sostituita da una produzione più importante, che però sottrae sostanza invece di aggiungerne. Peccato, ma li attendiamo alla prossima prova.

The Districts – Popular Manipulations
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Marina Montesano

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