The Goon Sax - We're Not Talking | Recensione Tomtomrock
Wichita/Chapter Music - 2018

Recensione: The Goon Sax – We’re Not Talking

I Goon Sax si diplomano e incidono il secondo album.

The Goon Sax - We're Not Talking | Recensione Tomtomrock

Wichita/Chapter Music – 2018

Dei Goon Sax si era già parlato qui in occasione del disco d’esordio, Up To Anything, opera  che era piaciuta soprattutto per l’energia dei tre giovanissimi rocker australiani. Nel frattempo, ci dice la rete, i tre hanno completato con successo  gli studi e si sono quindi dedicati al nuovo album, il qui presente We’re Not Talking.

La novità maggiore è il più intenso coinvolgimento della batterista del gruppo, Riley Jones. Stavolta anche lei canta, modificando un po’ l’equilibrio del gruppo. Tuttavia,  l’unico vero brano completamente  a sua firma, la ballata malinconica Strange Light, parte bene ma  non va oltre la sufficienza.

We’re Not Talking tenta strade nuove

La musica che si ascolta nei primi solchi  di  We’re Not Talking risulta un po’ più frenetica rispetto all’esordio con sussulti schizoidi che sembrano provenire dall’ascolto dei primi Talking Heads, dopodiché l’atmosfera si calma. Le influenze originarie rimangono ben salde: sia quelle inevitabili, dato che Louis Forster, leader del trio, è figlio del Robert dei Go-Betweens, sia quelle meno prevedibili. Ad esempio,  nella brevissima   Somewhere In Between è chiaro il richiamo alla  geniale e sgangherata verve di Jonathan Richman.

I peccati di gioventù dei Goon Sax

Come ogni seconda prova,  We’re Not Talking soffre un po’ della sindrome del seguito. Si percepisce infatti  il tentativo (in buona  parte  riuscito)  di riproporre una formula fortunata deviando a destra e a sinistra  per produrre qualcosa  di più intenso e originale. In realtà, pur trattandosi di una band giovane, i Goon Sax piacciono (già)  di più  quando ricordano se stessi rispetto a quando intraprendono strade meno personali. Ma questi sono innocenti  peccati di gioventù, certamente perdonabili.

 

Più disturbante, in senso estetico, è l’uso,  nei titoli,  di numeri e lettere al posto delle parole (Make Time 4 Love, Sleep EZ). Chissà,  forse il vezzo tipico di Prince e di molti altri artisti ha  già, almeno in Australia,  un irresistibile fascino  vintage…

The Goon Sax - We're Not Talking
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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

Fausto Meirana

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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

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