Recensione: The Dream Synopsis EP – The Last Shadow Puppets
Domino Records - 2016

Recensione: The Last Shadow Puppets – The Dream Synopsis EP

Recensione: The Dream Synopsis EP – The Last Shadow Puppets

Domino Records – 2016

Registrato dal vivo nel corso di una sola giornata allo Future-Past Studios di Hudson, NY, questo EP è una sorta di mini-souvenir dell’ultimo tour dei The Last Shadow Puppets.

Piacevole ritorno live per The Last Shadow Puppets

La tracklist comprende due nuove versioni di Aviation e The Dream Synopsis, entrambe tratte dal meraviglioso Everything You’ve Come to Expect (2016). Nonché quattro fra le cover proposte dal vivo durante i concerti di quest’estate. Progetto simpatico, dunque. Anche se a chi scrive pare davvero imperdonabile l’omissione della strepitosa Moonage Daydream di David Bowie. Con la quale, a fine agosto, i TLSP chiudevano a Parigi l’ultimo concerto di quello che si rumoreggia possa essere stato il loro secondo e ultimo tour.

The Dream Synopsis EP ripropone il duo in live session

Indovinata, invece, la scelta di una live session in studio, che dà omogeneità e compattezza a sei composizioni parecchio diverse tra loro. Spiccano, fra queste, la ruvida e spericolata Totally Wired (The Fall). Le Cactus, buffissimo classicone yé-yé di Jacques Dutronc. E la squisitamente ansiogena This Is Your Life (Glaxo Babies). Degna di nota anche Is This What You Wanted (Leonard Cohen). Che, nonostante aggiunga piuttosto poco all’originale, è comunque un tenero omaggio scalda il cuore.

La produzione esalta il carattere retro del progetto, optando per quelle sonorità vagamente sixties che sono ormai una sorta di trademark dei TLSP. Se non proprio un capolavoro, The Dream Synopsis EP è certamente un’ulteriore conferma della vena creativa in ottima salute dell’intrepida coppia Turner-Kane.

The Dream Synopsis EP – The Last Shadow Puppets
7,6 Voto Redattore

https://www.youtube.com/watch?v=M7248jOewb0

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Giovanni Ferrari

Written by

Cresciuto con una dieta a base di Bowie, disco e rock'n'roll - primi amori che non si dimenticano. Di questi tempi un po' old skool, ma forse solo per pigrizia: metti su un pezzo di Kendrick Lamar e guarda che fusa ti faccio...

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