The Soft Cavalry | Tomtomrock
Bella Union - 2019

Recensione: The Soft Cavalry – The Soft Cavalry

The Soft Cavalry: il disco di Steve Clark e Rachel Goswell.

The Soft Cavalry | Tomtomrock

Bella Union – 2019

La storia della musica come medicina si arricchisce di un nuovo capitolo intitolato The Soft Cavalry.

Siamo nel 2014. Steve Clark è un sessionman di discreta notorietà che fa anche il tour manager. Non si è troppo ripreso dal divorzio di tre anni prima e beve molto. Gli viene chiesto di seguire la tourneé degli Slowdive, appena riformatisi dopo 19 anni di silenzio. Negli Slowdive c’è Rachel Goswell; Steve la sposerà un anno dopo.

La nascita del progetto The Soft Cavalry

Trascorre un altro po’ di tempo e Steve Clark decide che la storia di questo colpo di fulmine, che per lui ha significa una rinascita totale, deve essere raccontata. Come a dire che amore qui fa rima con autore. Certo, The Soft Cavalry è nominalmente il disco di Steve Clark e Rachel Goswell, ma in realtà le redini della morbida cavalleria sono soprattutto in mano al barbuto Steve, mentre Rachel svolge il ruolo dell’amazzone cosmica: una presenza eterea, un ruolo quasi protettivo. Non a caso è la sua voce che in Passerby canta: “Sarò qui proprio al tuo fianco/ Una passante nel nostro cammino verso la prossima vita”.

 

The Soft Cavalry è un disco tra il malinconico e il trasognato e dai suoni molto stratificati e molto inglesi. Ricorda cose di epoche diverse, dai Pink Floyd wishyouweriani agli Slowdive (ovviamente), dai Talk Talk ai The xx. E’ un disco che ogni tanto si perde in mezzo a troppa rugiada, ma questo è anche il suo bello, se si entra nel mood. A volte resta troppo a lungo sospeso, come nel caso di Home, che impiega 3 minuti e 56 secondi prima di uscire (peraltro bene) dal torpore. A volte invece va subito al dunque come in The Velvet Fogg, quasi possente nel suo andamento. Poi c’è la via dream-pop suggerita da Bulletproof che in futuro potrebbe dare parecchie soddisfazioni melodiche.

Steve Clarke firma tutti i testi di The Soft Cavalry

I testi, tutti firmati da Clarke, paiono uniti da un filo tematico, come conferma l’interessato: “E’ la guarigione contro i i nuovi dubbi. E io mi ci trovo proprio in mezzo. La parola che mi tornava di continuo in mente era ‘resilienza’.   Con la giusta mentalità e se si ha qualcuno intorno, la famiglia soprattutto, se ne esce e si trova un qualche grado di speranza”.

Alla fine quello che rende il progetto apprezzabile a prescindere è la sensazione di sincerità, di amore per la musica e per l’idea di fare musica. Di amore tout court, volendo essere retorici. Lo  si potrebbe far ascoltare a un corso di recupero per haters digitali.

The Soft Cavalry - The Soft Cavalry
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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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