The Specials - Encore
UMC - 2019

Recensione: The Specials – Encore

Encore: The Specials oppure no?

The Specials - Encore

UMC – 2019

Allora, il primo che dice che non sono gli Specials perché non c’è Jerry Dammers faccia finta che si chiamino, che so, Three Specials oppure The Not The Specials A.K.A. Poi il titolo: se qualcuno è aged come me ricorderà che quando More Specials usci stampato in Italia si intitolava Ancora e quindi anche Encore, se appartiene alla schiera di cui sopra, non gli andrà bene. Io invece questo disco lo attendo da quando annunciato anche e perché rappresenta il ritorno di Terry Hall, uno dei più sottostimati, almeno da queste parti, geni della musica albionica dal 1979 ad oggi, con tristi periodi di pausa. Poi, ok, ci sono anche Horace e Lynval, ma è soprattutto Terry Hall a rendere così special questo disco, che metto già nei miei preferiti della playlist best of 2019.

Encore, tra cover e novità.

Intanto l’inizio è uno shock. Blackxploitation purissima nell’introduttiva Black Skin Blue Eyed Boy, cover degli Equals, datata 1968. Così tanto per togliersi subito dalla testa che siamo di fronte ad un lavoro revivalistico della casa madre che fu… E, a seguire, un lungo recitativo autobiografico di Lynval Golding, sempre su una base funkeggiante e groovy distante anni luce da chi si attendeva un ennesimo disco di ska evoluto. La già nota Vote For Me ha diviso, ma tutto questo disco lo farà, i commenti tra capolavoro e pallida copia. In mezzo ci sta invece una gran canzone atemporale, con qualche richiamo al passato e grandi vedute future.

 

Poi Hall e Golding si ricordano di aver fatto anche due signori dischi quando erano tre ragazzi divertenti (quindi ne manca uno…) e vanno a ripescare The Lunatics. Recupero necessario in quanto il testo è sempre purtroppo attualissimo, così come il rendering finale della canzone. Breaking Point è un siparietto brechtiano, si sente tutta la capacità di scrittura che attinge al vaudeville, elemento presente nel dna del pop inglese più di quanto non se ne sia mai parlato. Per me uno dei picchi del disco. Seguito da una onesta cover dei Valentines con il vocione di Lynval e i falsetti di Hall a farla da ironico padrone.

The Specials sempre politici

10 Commandments merita un discorso a parte. Se qualcuno ricorda The Boiler con Rhoda Dakar, qui dure parole di accusa verso la male society sono declinate da Saffiyah Khan, divenuta famosa per aver fronteggiato con un sorriso uno dei capi dell’estrema destra inglese durante una manifestazione razzista e omofoba. Ecco, il senso degli Specials e perché possono chiamarsi ancora così sta soprattutto qui, ovvero nel riprendere in mano il discorso politico che la Two Tone e i suoi artisti, in generale, trasformavano in sapienti ska dove si danzava e si pensava, persino…

Embarassed By You invece è puro reggae, molto roots e viziato solo dalla voce di Hall, sennò poteva perfettamente essere fatto passare per un reperto jamaicano senza dubbi da parte di nessuno.

Su Encore non mancano le riflessioni personali

The Life and Times (of a Man Called Depression) è purtroppo l’esternazione di quel che affligge Terry Hall da decenni, uno spoken sofferto che attraversa la metafora per uscirne, letteralmente, rivestito di nuove prospettive e vincente. Si chiude con We Sell Hope e semmai che non ce ne sia bisogno… Un lento reggato che lascia una traccia malinconica. Come d’altra parte, se ascoltati non solo con le orecchie, gli Specials, in tutte le loro incarnazioni, han sempre fatto.

Ripeto, lo ascolterò ad libitum e ascolterò pure, visto che ho preso la versione deluxe, il live allegato con i classiconi. Stessa formazione del disco e soprattutto, per onorare la memoria dell’allora presente John Bradbury R.I.P., che vi suona e che rimane batterista indimenticato.

The Specials - Encore
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Marcello Valeri

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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

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