The Weeknd – Starboy Recensione
XO / Republic - 2016

Recensione: The Weeknd – Starboy

The Weeknd – Starboy Recensione

XO / Republic – 2016

Torna Abel Tesfaye / The Weeknd con Starboy. A confermare il grande successo ottenuto lo scorso anno con Beauty Behind The Madness.

The Weeknd torna per consolidare il suo successo

Meglio battere il ferro finché è caldo, devono aver pensato The Weeknd e soprattutto la sua casa discografica. Non è facile oggi trovare qualcuno in grado di vendere oltre tre milioni e mezzo di copie. Così ci hanno riprovato subito ed è facile prevedere un ottimo risultato commerciale anche per Starboy. L’appeal comincia con il brano omonimo, prodotto dai Daft Punk con la ritmica loro tipica sulla quale la voce di Abel, ormai virata decisamente in direzione Michael Jackson, fa ottima figura. Si replica in chiusura con la seconda collaborazione I Feel It Coming: anche qui il risultato è assicurato.

La cifra stilistica del disco è sicuramente orientata verso la dance. Il pop barocco di canzoni come The Hills e Earned It è assente, ed è un peccato perché sembrava una strada adatta per combinare affermazione commerciale e artistica. Il problema di Starboy in larga parte è dovuto al fatto che, dove la produzione non è sostenuta dall’abilità dei Daft Punk, il disco diviene poco incisivo. Se l’hip-hop di Party Monster funziona ancora bene, False Alarm, Rockin o Reminder vanno con il pilota automatico. Carine, insomma, ma niente di più.

Starboy: un disco che alterna momenti buoni ad altri meno riusciti

Il disco ha una piccola svolta in positivo verso il centro. La collaborazione con Lana Del Rey su Stargirl Interlude è riuscita ma, come dice il titolo, troppo breve. Subito dopo abbiamo Sidewalks con un Kendrick Lamar in gran forma. Il ritmo e le chitarre blues non sono niente di troppo originale, ma il risultato è comunque irresistibile. Come se avesse ripreso ispirazione, The Weeknd propone allora la buona Six Feet Under, lenta, e in generale una seconda parte leggermente migliore della prima.

Nel complesso il risultato è lontano dall’essere sgradevole. Ma certo spiace che The Weeknd, che aveva esordito con una trilogia di mixtapes rimasta nel cuore di molti, abbia ormai sposato una direzione totalmente mainstream. Probabilmente per uno che è letteralmente passato dalla povertà alla ricchezza nel giro di pochissimi anni non è facile resistere alle sirene delle classifiche. Il punto è che, raggiunta la sicurezza, un musicista può scegliere se voler restare davvero rilevante o vedersi superare dal nuovo venuto che non mancherà di arrivare. E fare allora la figura del recente Victoria’s Secret Fashion Show di Parigi, dove lui cantava “I’m a starboy”. Ma quanti avranno guardato proprio lui fra le presenze in passerella?

The Weeknd- Starboy
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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