Recensione: Thom Yorke - Anima
XL Recordings - 2019

Recensione: Thom Yorke – Anima

I Radiohead, Atoms for Peace, Thom Yorke e Anima.

I Radiohead non sono mai rientrati nelle mie preferenze musicali. Come si dice “ho sentito qualcosa”, ma senza particolare attenzione o interesse. Ho apprezzato meglio la voce di Thom Yorke quando il mio amico Ma Sta, qualche anno fa, mi ha fatto conoscere Amok degli Atoms for Peace. Folgorazione.

Recensione: Thom Yorke - Anima

XL Recordings – 2019

Avevo letto un libro di Stefan Zweig che si intitola proprio Amok, disco e libro, anche se per il resto del mondo sono due cose scollegate, per me rimangono, invece, inscindibili.

Anima, il nuovo disco di Thom Yorke

Ho messo su Anima, il nuovo disco di Thom Yorke, in situazioni diverse della giornata, l’effetto che fa riconosco essere sempre diverso, a seconda del momento in cui lo ascolto. Un disco mai uguale che si duplica, triplica… nello spazio e nel tempo, dipende dall’ora segnata dall’orologio e dalla quantità di luce ancora presente. Ora è notte, caldo afoso, stanchezza, luce bassa, la prima e la seconda sigaretta della giornata, scrivo e ascolto. Fermo le dita sulla tastiera, ascolto, mi perdo altrove. Torno indietro, riascolto. Folgorazione 2. Mi piace

Dawn Chorus il centro di Anima

Dawn Chorus è quella che rientra di più nelle mie corde notturne. Direi ideale. Ma prima c’è Twist che forse riascolterei all’alba, mentre bevo il caffè e guardo il porto dalla finestra, dall’alto, nella collina in cui sono. E poi tutto il resto, ma non quando il sole è alto, troppa luce non è adatta a questo disco.

Anima nera questo Thom Yorke, se non completamente nera indubbiamente malinconica e complessa. A tratti, direi, ossessionata e irrequieta. Leggo su web che il disco da solista, prodotto insieme all’amico Nigel Godrich, arriva dopo un periodo di ansia e blocco creativo. Non me ne vorrà Yorke, ma se il risultato è questo, il “periodo no” trascorso non ha sortito affatto brutti esiti, anzi. Musica a strati elettronici ed emotivi, come probabilmente sono le sue personali ossessioni, eppure i suoni sono sempre puliti e sinuosi, anche nelle tracce più ossessionate e ossessionanti. Un contrasto intrigante.

Non ho ancora visto, volutamente, il cortometraggio di Paul Thomas Anderson per Netflix in cui i pezzi dell’album sono associati ad immagini, cosa da fare al più presto.

Anima Technologies e la macchina dei sogni

Prima dell’uscita del disco è apparsa, all’interno della metropolitana di alcune città del pianeta, una curiosa pubblicità di Anima Technologies. La società affermava di aver costruito un dispositivo, il Dream Camera, in grado di ritrovare i sogni perduti. Un numero telefonico aspettava solo di essere chiamato dai curiosi che, dopo un messaggio criptico, si trovavano ad ascoltare, in anteprima, Not the News del disco.

 

Vado a dormire, mi porto in cuffia ancora Dawn Chorus non è detto che questa notte non riesca a recuperare i miei sogni perduti…

Thom Yorke - Anima
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Elisabetta Nasuti

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Nata nell'anno della rivoluzione ancora non si è fermata. Da sempre appassionata di dischi volanti e suonanti. Ex musicista ma grafica extra deluxe, vive con 5 gatti, un pennivendolo e la collezione completa di X Files.

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