Vince Staples Big Fish Theory Recensione
ARTium / Blacksmith / Def Jam – 2017

Recensione: Vince Staples – Big Fish Theory

Vince Staples torna con Big Fish Theory.

Vince Staples Big Fish Theory Recensione

ARTium / Blacksmith / Def Jam – 2017

A due anni dall’ottimo quanto cupo Summertime 06, torna Vince Staples con un nuovo LP: Big Fish Theory. Non che il rapper di Compton sia stato con le mani in mano. Nel frattempo ha fatto uscire un EP, Primadonna, e ha collaborato con i Gorillaz nell’ultimo, bellissimo Humanz. Chissà che il rapporto con Damon Albarn & Co. non abbia lasciato qualche traccia. Perché Big Fish Theory rappresenta un cambio di rotta abbastanza radicale rispetto al passato.

Una svolta per Vince Staples

Lo si sente già dal primo brano di Big Fish Theory, Crabs In The Bucket, dove Vince Staples sembra aver compiuto un’immersione nella cultura grime made in UK. Suoni sintetici, basi veloci che si addicono bene allo stile fluido di Staples. Crabs è una delle canzoni migliori del disco. La successiva, Big Fish, è stata non casualmente una delle anticipazioni: hit sicura, quasi dance, è fra le canzoni di maggiore immediatezza ed anche una di quelle che potrebbero attirare un pubblico rap più tradizionale.

I testi di Big Fish Theory

Il ritmo rallenta con la minacciosa 745, sui sogni di successo e di ricchezza che lo accompagnano. E va detto che in generale i testi di Staples sono interessanti, meno narrativi di quelli di Kendrick Lamar, ma comunque eccellenti. Nella seconda parte di Big Fish Theory la produzione si fa anche più sperimentale, fra grime e EDM. Esemplare Homage, davvero trascinante. Ottima anche Party People, dove Vince Staples è diviso fra la volontà di superare le difficoltà quotidiane (“Party people, mi piace vedervi ballare”) e il consueto pessimismo: “Come posso divertirmi se tutto quello che vedo attorno a me è morte e distruzione?”. BagBak inserisce basi che a tratti potrebbero rinviare ai vecchi e mai dimenticati DAF (Deutsch-Amerikanische Freundschaft). Mentre la conclusiva Rain Come Down, con un refrain melodico di Ty Dolla Sign e le rime di fuoco di Staples: “Sono quello sul retro del bus, siediti, fatti un giro dalle mie parti dove moriamo per la strada e i poliziotti non si vedono per intere settimane”.

Vince Staples e la rivoluzione del rap

Oltre a Ty, Big Fish Theory ha collaborazioni importanti. Ci sono ASAP Rocky, Kendrick Lamar, lo stesso Damon Albarn. Ma è soprattutto il disco di Vince Staples, con un progetto e uno stile riconoscibilissimi. Frutto di una cultura e un gusto ricchi e articolati, come mostrano recenti interviste. Un disco importante che rinnova il genere dall’interno e mostra come il rap, almeno nelle sue punte di diamante, sia fra i settori musicali più innovativi in circolazione.

Vince Staples - Big Fish Theory
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

Marina Montesano

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