Wire - Silver/Lead Recensione
Pinkflag - 2017

Recensione: Wire – Silver/Lead

Wire – Silver/Lead.

Wire - Silver/Lead Recensione

Pinkflag – 2017

Ma quanto ancora avranno da dare e dire gli Wire? Sono in giro da più di 40 anni, han fatto pause fisiologiche, han perso per strada un quarto dell’originale formazione ma lo han rimpiazzato con una forza nuova ipertricotica, e, da qualche anno a questa parte, con periodicità più o meno annuale, ci deliziano con nuove uscite. Alla faccia di quelli che, invece, sulle ristampe ci stanno tirando su la pensione. Infine, hanno ispirato, e continuano ad ispirare, generazioni di musici, ivi compresi gli insospettabili, per motivi geografici e compositivi, R.E.M. tanto per citare, appunto, dei pensionati.

Appena uscito, Silver/Lead sorprende

Ebbene, anche con Silver/Lead nuovissima emissione sonora, si possono sprecare parole e parole, e io ne son esperto, sul loro essere mai formula e mai stereotipo, bensì archetipi di un noise melodico che, nelle nuove composizioni, si ammanta, però, di una bruma ad oggi mai così protratta sotto forma-canzone.

Infatti, ad essere manichei, si contino una canzone veloce, classica e, al tempo stesso, attualissima. Su nove riflessioni, a tratti persino acustiche, che conducono fuori dalla consueta comfort zone della band e si assestano su scarni binari post rock.

Le due anime degli Wire

L’apertura alle danze è data, questa volta, da Graham Lewis, prezioso contraltare perturbante alle gradevolezze sussurrate del più semi-pop Colin Newman. Un manifesto programmatico, come si diceva una volta, all’ascolto di tutta l’opera che oserei definire Vapor New Wave…

Proseguono, poi, situazioni linguisticamente dicotomiche. Si legga, ad esempio, Brio che all’ascolto induce, invece, su un sentiero narcolettico. Si indulga sulla laziness di Sleep On Wing che diventa, nonostante l’incipit lisergico, cavalcata sottovoce. E si cali il sipario sulla title track Silver/Lead, dove gli Wire, da 45 passano a 33 giri. Consiglio poi di ascoltare molto bene i testi per approfondire maggiormente i contrasti tra parola e suoni.

Disco che sarà amatissimo dagli attempati quali il sottoscritto, ma che potrebbe essere notevole scoperta per tutti quelli che imbracciano chitarre anziché laptop in garage insonorizzati con i cartoni delle uova.

Wire - Silver/Lead
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Marcello Valeri

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Collaboratore per testate storiche (Rockerilla, Rumore, Blow Up) è detestato dai musicisti che recensisce e dai critici che non sono d'accordo con lui e che , invece, i musicisti adorano.

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