sam coomes bugger me

Recensione: Sam Coomes – Bugger Me

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Sam Coomes ha un’aria da professore di college sospeso dal preside perché beccato a fumarsi un cannone o, più probabilmente, perché beccato, sempre dal preside, a registrare i pezzi del suo disco di debutto solista. Immaginiamo le parole del desolato capo istituto: “Professor Coomes, ma lei a 51 anni fa ancora le canzoni alternative con questa tastierina da quattro soldi? E passi la tastierina, ma la voce strascicata tipo Flaming Lips che lei tira fuori ogni tanto, proprio non la si può sentire.”

Sam Coomes

In realtà Sam Coomes è un personaggio con credenziali indie non da poco: insieme all’ex moglie Janet Weiss fa parte da un bel po’ di anni dei Quasi, è stato bassista degli Heatmiser di un giovane Elliott Smith e ha suonato in diversi pezzi dello sfortunato e geniale cantautore.

Un disco che può suscitare reazioni piuttosto varie

Bugger Me è un disco che può risultare tanto irritante quanto affascinante. Irritante perché è un peccato di superbia proporre nove pezzi suonati solo con le tastiere di cui si diceva accompagnate da “Conny”, un vecchio beatbox non programmabile e anche piuttosto ottuso. Affascinante perché Coomes mette in ciò che fa più anima che posa (atteggiamento raro in parecchi colleghi più giovani) e all’anima aggiunge una follia con metodo che gli fa azzeccare diverse melodie piuttosto belle e quasi filmiche (Corpse Rider) e lo ferma quando rischia di finire nella stranezza weirdo fine a se stessa (le due scematine intitolate The Tucchus).

Il voodoo alla buona di Sam Coomes non spaventa ma comunque colpisce

Vengono in mente Screaming Jay Hawkins, i Suicide, i Flaming Lips (nemmeno troppo, in realtà) e ogni tanto persino i Doors; le atmosfere non sono allegre, a volte da voodoo casereccio a volte da giocattolo sinistro, eppure curiosamente vitali tanto che, a sorpresa, il disco ispira un riascolto pressoché immediato. Il preside dovrà rivedere la sua decisione.

7,4/10

 

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Antonio Vivaldi

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Giornalista musicale di pluriennale esperienza, ha collaborato con Rockerilla, Musica!, XL e Mucchio Selvaggio. Ha tradotto per Giunti i testi di Nick Cave, Nick Drake, Tom Waits, U2 e altri. E' autore di monografie dedicate a Oasis, PJ Harvey e Cranberries e del volume "Folk inglese e musica celtica". E' stato uno dei curatori della riedizione, nel 2017, degli album di Rino Gaetano. Fa parte della giuria del Premio Piero Ciampi. Si occupa di eventi di vario tipo dedicati alla musica rock.

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