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SUMIE – SUMIE (Bella Union – 2013)

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di Antonio Vivaldi

A voler fare i saccentini si potrebbe definire hybris sonica l’attitudine presuntuosa di certi giovani musicisti che, consapevoli del loro apprezzabile (ma non smisurato) talento, realizzano dischi tanto interessanti quanto superbi. Giusto per fare qualche nome, potremmo citare Julia Holter e i suoi lavori concept che spaziano da Euripide a Colette, oppure San Fermin, che si dedica all’indie-pop con la nonchalance di uno che ha studiato musica a Yale, oppure ancora Hannah Cohen, fotomodella di buona famiglia diventata cantautrice visto che tanto le riesce tutto bene. Se poi si vuole cascare proprio male c’è l’hipster nevrastenico-perché-fa-fico Darwin Deez. L’ascolto iniziale del primo album di Sumie Nagano fa pensare di avere trovato un altro bel nome da inserire nell’elenco: canzoni pensose, piacevolmente arpeggiate alla chitarra acustica, con testi tra il dolente e l’elusivo e arrangiamenti minimali; tutto bello, tutto uniforme e tutto un po’ presuntuoso nella sua nudità. Qualcosa come “dovete sforzarvi di ascoltarmi e se non capite il mio minimalismo arrangiatevi”. Al che viene paternalisticamente da rispondere: “Ragazza mia, magari qualche suono in più non guasterebbe e anche qualche variazione nelle strutture melodiche. Sei arrivata ieri e rischi di farti dimenticare domani”. Ascoltando meglio, però, s’insinua il dubbio che la ragione stia dalla parte della ragazza nippo-svedese, sorella di Yukimi Nagano dei Little Dragon: quella che sembra inconsistenza può virare in levità e l’uniformità in una sospensione quasi zen. Al tempo stesso resta vero che un minimo calo d’attenzione fa ritornare in scena la monotonia e di questo non si può incolpare solo l’ascoltatore svagato perché, diamine, un po’ di vita graffiata con le unghie ci vuole. Qui di canzoni che si possano almeno definire tattili non ce n’è neppure una, tuttavia è indiscutibile che Show Talked Windows e Midnight Glories posseggono uno strano fascino incantatorio e Sailor Friends ha l’odore di lettere ritrovate in un cassetto, così che alla fine (e in attesa di conferme) il talento riesce a vincere sull’hybris.

7/10

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Sumie: Show Talked Windows

 

 

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