last shadow puppets everything

THE LAST SHADOW PUPPETS – EVERYTHING YOU’VE COME TO EXPECT (Domino – 2016)

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Ritorna dopo sette anni il side-project di Alex Turner degli Arctic Monkeys e Miles Kane dei Rascals

di Marina Montesano

A sette anni di distanza da The Age Of The Understatement era difficile prevedere che i Last Shadow Puppets avrebbero avuto ancora voglia di far uscire un nuovo disco. Tante cose sono cambiate da allora, soprattutto lo status di Alex Turner (ormai una star) e la musica da lui prodotta con gli Arctic Monkeys. Ma l’amicizia con Miles Kane, che peraltro ha una carriera solista ormai tutta sua, al di fuori dei Rascals, seppure su livelli più modesti, ha probabilmente fatto scattare la scintilla. Everything You’ve Come To Expect è registrato a Malibu, nella Los Angeles dove entrambi ormai vivono, ma i collaboratori non sono cambiati: James Ford come produttore e strumentista, l’ottimo Zach Dowes dei Mini Mansions e soprattutto Owen Pallett al quale si devono gli splendidi arrangiamenti di The Age Of The Understatement – che tornano quindi anche sul nuovo disco. Che, va detto subito, ha un impatto meno immediato del precedente, lavoro che catturava all’istante con quelle canzoni così volutamente debitrici dello Scott Walker anni ’60; soprattutto il singolo Bad Habits, tanto aggressivo quanto poco accattivante, aveva lasciato piuttosto perplessi sulla nuova direzione della band. Ma, fortunatamente, il talento melodico di Alex Turner prevale per buona parte del disco: a partire dall’iniziale, bellissima, Aviation, non solo uno dei momenti migliori di Everything  You’ve Come To Expect ma anche uno di quelli più prossimi alle origini. Così come sono belle canzoni anche le successive Miracle Aligner e Dracula Teeth. Persino Bad Habits, ricontestualizzata tra le altre, comincia a suonare un po’ meglio. Bisogna dire che il gruppo eccelle proprio lì dove spinge di più su clichés rétro, è i caso di un altro dei passaggi migliori, Sweet Dreams, TN, nel quale Alex Turner eccelle anche per l’interpretazione. In meno di 40 minuti, insomma, il miracolo dell’esordio (quasi) si ripete, allineando una serie di perle pop-rock evocative e melodicamente perfette; ci saranno molti dischi nel corso dell’anno che ci sorprenderanno di più, ma è probabile che torneremo spesso ad ascoltare questo.

8,4/10

 

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TomTomRock è un sito di articoli, recensioni, classifiche, interviste di musica senza confini: rock, indie, pop, hip-hop.

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