Turin Brakes Lost Property

TURIN BRAKES – LOST PROPERTY (Cooking Vinyl – 2016)

Turin Brakes Lost Property

di Antonio Vivaldi

Il cosiddetto New Acoustic Movement (NAM) nacque a inizio secolo per svariati motivi fra cui la pura casualità, la fuga nell’interiorità dovuta all’instabilità dei tempi (ma il peggio doveva ancora venire) e la “reazione alle spacconate trendy e alle esagerazioni del britpop”,  come spiegava uno degli alfieri di quel suono, Tom McRae. Oltre a lui i nomi (gentilmente) forti del NAM erano Kings Of Convenience, Ed Harcourt, David Gray e Turin Brakes. Il trend tranquillo-è-bello interessò per poco tempo, fu oggetto di ironie varie, ma lasciò comunque qualche traccia di sé, visto che oggi molta musica che va per la maggiore, almeno in ambito alternativo-cool, è acustica e sommessa per quanto parecchio tesa come nervi emotivi.

httpv://www.youtube.com/watch?v=Ui_ECC1s-o8

Keep Me Around

Tutti i personaggi citati sopra, salvo occasionalmente David Gray,  non hanno mai conosciuto grandi exploit commerciali e li si ricorda soprattutto per quel breve momento di notorietà-curiosità. Quanto ai Turin Brakes, hanno continuato a incidere a intervalli di due-tre anni fra un disco e l’altro, senza cambiare molto il loro stile.  Questa lunga premessa suona un po’ grigia e potrebbe far pensare a un lavoro sottotraccia e poco motivato, oltreché poco motivante per chi ascolta. In realtà Lost Property suona fluido e piacevole e lo si potrebbe sinteticamente definire come meditativo con brio. Trascorsi 15 anni dovremmo smettere di citarli come ‘un gruppo del NAM’ (sarebbe come dire che Nick Cave è un dark) e semplicemente considerarli per quel che sono: bravi, per quanto non eccezionali, semi-veterani della scena inglese che suonano un rassicurante pop-rock melodico con ascendenze folk e qualche tratto esistenzialista. In Lost Poperty propongono diversi bei momenti che hanno la cadenza dell’inno da festival (Save You) o che insegnano ai Coldplay come si può essere accorati senza retorica (Jump Start). Uno dei pezzi più belli s’intitola Hope We Make It; magari stavolta i Turin Brakes ce la fanno a essere menzionati solo per quello che suonano adesso e non per le cose di 15 anni fa.     

7/10 

httpv://www.youtube.com/watch?v=sZ0RB1Q2oZQ

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