Ty-Segall-Manipulator

TY SEGALL – MANIPULATOR (Drag City – 2014)

Ty-Segall-Manipulator

di Fausto Meirana

Nomen omen, dunque, perché la musica di Ty Segall, perlomeno in questa occasione, è un vero e proprio calderone di suoni ‘antichi’ manipolati molto bene, con lo sguardo e l’orecchio puntati verso generi diversi tra loro come il glam rock e la psichedelia, e fari guida come John Lennon, Marc Bolan, i Love e gli Stooges. Il ventisettenne di San Francisco, al suo settimo album vero, più l’oscura cassetta d’esordio del 2008, opera analogamente a figure come Jack White o i Black Keys, calandosi nei diversi generi con passione, competenza ed entusiasmo. Nelle note di uscita Manipulator viene definito doppio LP, e il numero dei brani, diciassette, è più o meno corrispondente; ovviamente, quando la carne al fuoco è tanta qualche rischio si corre, ma se è la varietà a fare la differenza, il piatto risulta saporito e stuzzicante così com’è. Chi, come il sottoscritto, preferisce opere più concise e coese, può sempre saltare qua è là all’interno del menu, scoprendo sapori nuovi (o quasi) come il delizioso falsetto di The Singer o la veemenza grunge di The Crawler.

7.7/10

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