u2 songs of innocence

U2 – SONGS OF INNOCENCE (Island 2014)

Il grande ritorno degli U2? Meglio il silenzio.

u2 songs of innocence

Gli U2 sono tornati. E cosa dire che non suoni risaputo? Una band scoppiata che oggi ha come punti di riferimento i propri allievi. Ovvero il peggio che potrebbe capitare ad artisti importanti. Bono e compagni non hanno davvero niente di nuovo da raccontare e attingono agli stessi moduli da cui sono emersi i loro emuli (i quali, peraltro, sono già passati oltre).

L’inutilità di Songs Of Innocence

Songs Of Innocence è un disco inutile con brani buoni solo a riproporre ritornelli e cori da stadio che sanno di vecchio nel senso peggiore del termine. Ci si può chiedere perché talvolta non si sceglie un nobile silenzio piuttosto che un irritante vociare per segnalare una presenza che non aggiunge nulla al panorama contemporaneo. L’ultimo capitolo di quella che è stata una grande band è imbarazzante e a tratti fastidioso. Fastidiosi gli acuti del frontman, molesti gli assoli di chitarra di The Edge, pleonastiche le  canzoni. E davvero non viene voglia di approfondire ulteriormente.

Che grande band erano gli U2

Chi si lamentava del declino dei Coldplay o  chi guarda col sopracciglio alzato alcuni capitoli degli Editors (e potremmo aggiungere altri nomi), non può che soprassedere di fronte al “nuovo disco degli U2” (tag ormai buono solo per la stampa generalista), magari  invocando un patetico largo ai giovani che suona  malissimo, ma  mai è stato così utile. Eppure stiamo parlando degli U2, quelli di Sunday Bloody Sunday. Era il 1983…
4/10

 

P.S. La già severa valutazione non tiene conto del fatto che, con trista manovra commerciale rivestita di prosopopea mecenatesca, Songs Of Innocence (si fa per dire) è “stato regalato a oltre 500 milioni di utenti iTunes in tutto il mondo. Mai prima d’ora un disco era arrivato a così tante persone, e certamente non nel giorno del lancio”. Considerando che la stragrande maggioranza di questa sconfinata utenza o se n’è fregata o s’è irritata per l’invasione della propria privacy estetica, il voto scende a:

 

– 500.000.000/10

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Mauro Carosio

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Ha suonato con band punk italiane ma il suo cuore batte per il pop, l’elettronica, la dance. Idolo dichiarato: David Byrne. Fra le nuove leve vince St. Vincent.

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