Zimmerman – The Afterglow Recensione
Mis - 2016

Recensione: Zimmerman – The Afterglow

Zimmerman – The Afterglow Recensione

Mis – 2016

Zimmerman è il nome d’arte, a dir poco ambizioso, di Simon Casier. The Afterglow il suo disco d’esordio.

Zimmerman prende una pausa dai Balthazar

Ma Simon Casier / Zimmerman non è un novellino. E’ il bassista dei bravissimi belgi Balthazar, ancora troppo poco conosciuti da noi, ma autori di dischi davvero eccellenti. Che il suo compagno di band Maarten Devoldere abbia dato una grande prova solista quest’anno con il nome di Warhaus e che l’altro cantante/chitarrista J. Bernardt si stia apprestando a fare lo stesso la dice lunga sulla qualità della band. A quanto pare una fucina di talenti.

Sì, perché The Afterglow è un disco che sorprende per stile e composizioni. Dall’iniziale Liar con le chitarre a cascata, Simon mostra di avere anche una bella voce. Lui che nei Balthazar non è cantante principale (ce ne sono già due). Ma che qui sceglie di far emergere la voce, appena filtrata, dal mix. Il disco è personale sebbene gli echi della sua band principale siano presenti, com’è ovvio. A parte i Balthazar, quale influenza si possono senz’altro citare gli Strokes, fin troppo presenti. Ma rivisitati con uno spleen tutto eurocontinentale. D’altra parte, anche nei Balthazar degli esordi l’influenza era presente, sebbene poi dimenticata per suoni più personali.

The Afterglow suona vario e mai noioso

Si vede che Simon Casier quegli esordi non li ha dimenticati, ma affinati. In un pop elegante, ricco di senso melodico preciso e di una sequenza di canzoni di livello. Quasi tutte le composizioni di The Afterglow sono ritmate, giocate fra tastiere, chitarre e sezione ritmica. Ma anche dove il ritmo rallenta, come su You Won My Heart o nella title track, lenta ballata acustica, o ancora nella sognante What We We Do? And When?, non è certo la noia a prevalere.

Fra le molte che potrebbero funzionare come singoli (o video, ora che i singoli non esistono più) Zimmerman ne ha scelte diverse. Intanto Someday Maybe. Che alla fine del disco è proposta anche in una deliziosa versione solo pianistica. Poi I Don’t Want It That Bad e Hard To Pretend. Se la sosta dei Balthazar, che crediamo e speriamo solo momentanea, dà risultati di questo livello, allora possiamo portare pazienza.

Zimmerman – The Afterglow
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Marina Montesano

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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. Condividerla con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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