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A SCUOLA DA JOHN VIGNOLA 22 – “JANIS: LITTLE GIRL BLUE” E’ IL MIGLIOR DOCUMENTARIO MUSICALE DELLA STORIA?

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John Vignola va alla Mostra del Cinema di Venezia e si innamora di un film e (troppo tardi) di una nota cantante.

“La cosa più straordinaria di Janis: Little Girl Blue, diretto da Amy Berg, è che spazza via decenni di mediocri biopic, come le biografie liofilizzate dedicate a Ray Charles (Ray) e Johnny Cash (I Walk The Line), simili a sceneggiati televisivi dove tutto è lineare e plausibile, tutto è bidimensionale nonostante si parli di personaggi fra i più complessi della storia della musica. La bruttezza della semplificazione.
In Janis: Little Girl Blue intanto c’è lei, con filmati dal vivo che suscitano grande emozione (ad esempio alcune parti dell’esibizione a Monterey Pop escluse dal film di Pennebaker), oppure in un momento tenero insieme a Jerry Garcia che le dice “ti amo” e poi canta con lei Me & Bobby McGee: la forza emotiva del rock in tutta la sua realtà. Amy Berg è una regista che ha fatto documentari sulla condizione femminile, per cui le risulta naturale indagare su una parte poco nota della vita della cantante, ovvero la giovinezza a Port Arthur, Texas: il difficile rapporto con la famiglia e con il proprio aspetto, la volgarità che diventa liberazione. Un amico dice: ‘Ci piaceva e ci metteva in imbarazzo perché a 16 anni attaccava briga con i maschi e parlava di sesso’. I momenti di pace sono quelli in cui imbraccia la chitarra e suona canzoni folk. E’ un periodo di cui si sa poco e Berg lo affronta andando a scovare amici poco famosi e i primi compagni di suoni. Scopriamo che a 18 anni Janis torna già a casa a disintossicarsi, che ha già numerose storie occasionali. Quando inizia la fase maggiore della carriera principale ha conosciuto sofferenza e tossicodipendenza, ha il caos alle spalle.

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Amy Berg

La voce è il primo passo verso quel riscatto che anche noi conosciamo. Eppure anche qui non mancano le sorprese. I Big Brother non fanno bella figura perché la accusano di averli abbandonati, quando in realtà si trattava di una sceltaartistica obbligata (alle loro dichiarazioni Berg fa seguire con intelligenza le immagini che testimoniano della pochezza del gruppo in studio di registrazione). Poi viene alla luce la storia d’amore con un personaggio estraneo al mondo della musica, un certo Davey, che quasi la disintossica. Infine arriva Pearl, il disco prodotto da Paul A. Rothchild, che aiuta Janis a cercare la porta per la longevità, fuori dalla droga, dalla rabbia, dalle pellicce. Ecco dunque che il film ci mostra l’impeccabile e articolato ritratto di una donna che con la musica si salva e si danna la vita. Non servono begli attori  (come il Val Kilmer usato da Oliver Stone nel grossolano The Doors) per raccontare una grande storia; non c’è niente di meglio che far interpretare Janis a Janis, purché tu la diriga bene. D’altronde Janis non faceva che interpretare se stessa.

 httpv://www.youtube.com/watch?v=FVpDOIPx_sY

Little Girl Blue

 Altre due biopic di cui si è occupato di recente il nostro sito:

Amy (su Amy Winehouse):

http://www.tomtomrock.it/articoli/846-amy-omaggio-cinema-verite-o-speculazione.html

Kurt Cobain – Montage Of Heck:

http://www.tomtomrock.it/articoli/752-kurt-cobain-montage-of-heck-una-speculazione-vergognosa.html

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TomTomRock è un sito di articoli, recensioni, classifiche, interviste di musica senza confini: rock, indie, pop, hip-hop.

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