bowie vignola

A SCUOLA DA JOHN VIGNOLA – 25: DAVID BOWIE, LE MOLTE FACCE DEL ROCK’N’ROLL

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Che cosa ci ha lasciato David Bowie? Tantissimo. John Vignola ricorda i mille talenti di un artista impareggiabile.  

“La morte di David Bowie nessuno se l‘aspettava. Gli allarmismi legati ai continui rinvii del disco precedente, The Next Day, hanno disinnescato la verità: David Bowie si è davvero ammalato  di tumore mentre noi pensavamo che la notizia fosse una bufala. Il sentimento prevalente è lo spiazzamento; ancora una volta Bowie ha spiazzato chi pretendeva di averlo definito una volta per tutte. D’altronde lo ha fatto sempre: quando decide di uccidere simbolicamente (e non solo) Ziggy Stardust, abbandonando quel tipo di pop che aveva creato; quando decide di pubblicare Pin Ups, un intero disco dedicato alle canzoni con cui era cresciuto e inaugura in anticipo di decenni  la stagione dei tributi; quando, con Transformer, riesce a far risorgere un rocker  al capolinea come Lou Reed; quando mette insieme Orwell e Burroughs in Diamond Dogs. Siamo solo al 1974 e non abbiamo neppure citato la trilogia berlinese.

httpv://www.youtube.com/watch?v=tbxp1hC8vts

Queen Bitch (live with Lou Reed)

Dunque, un artista sfuggente perché non ripete mai se stesso. Il punto non è solo l’originalità, ma il non ricalcarsi mai: anche Blackstar lo ha dimostrato. David Bowie, più di ogni altra rockstar (incluse quelle impegnate che tanto ci piacciono come Bob Dylan), è stato unico a prescindere, unico senza essere una cosa o l’altra. E’ stato folk, funky, r&b, artista concettuale, extraterrestre, duca bianco e poi cose da mettere fra virgolette come ‘transessuale’, ‘nazista’ e ‘proletario di successo’ Ha incarnato l’energia mutante del rock’n’roll. Il problema è ora trovare un altro con la stessa attitudine spiazzante verso il mondo (e, forse, verso se stesso) unita a un totale controllo dell’esito artistico. Sul finire degli anni 60 gente come Syd Barrett non voleva solo essere musicista, ma anche pittore o poeta, voleva fare altro; a un certo livello di visibilità, Bowie è il primo a mettere questo ‘altro’ nel rock. Ha fatto della propria vita un’opera d’arte senza mai ripetersi; ecco il suo enorme contributo a una cosa che chiamiamo rock e che grazie a lui abbiamo capito un po’ meglio cosa può significare.”  

httpv://www.youtube.com/watch?v=PkBZ7qpJxCI

Wild Is The Wind (live)

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