A Scuola da John Vignola 38 - Vasco Rossi a Modena

Articolo: A scuola da John Vignola – 32: Chi ha paura del Nobel a Dylan?

A scuola da John Vgnola. Gli Happy Days dei Beatles.Bob Dylan vince il Premio Nobel per la letteratura e… apriti cielo. John Vignola dice la sua con la consueta sagacia

“Una prima considerazione da fare è che il Premio Nobel ha sempre diviso. Soprattutto quello per la letteratura. Tanto per fare un esempio, probabilmente Gramsci detestava Grazia Deledda, vincitrice nel 1926. Poi bisogna dire che il Nobel non è un concorso a premi, è qualcosa di solenne, che segna un’epoca.  Quanto alla candidatura di Bob Dylan, sembrava ormai una gag  e oggi che il premio è arrivato anche certe reazioni somigliano a gag. Non sto parlando di Irvine Welsh che fa battute in stile angloamericano, provocazioni alla Mohammed Alì. Parlo di Valerio Magrelli, un autore che stimo molto e di cui non capisco le perplessità. Parlo di Alessandro Baricco, stizzito in modo davvero sorprendente.

Bob Dylan: musica come letteratura e letteratura come musica

Il Nobel a Bob Dylan è un segnale confortante. Dice che  tutto quanto ci è piaciuto in anni di frequentazioni sonore è stato letteratura.  E si potrebbe andare ancora più indietro nel tempo.  In barba agli accademici da strapazzo mi piace ricordare che la tradizione orale degli aedi e dei trovatori prevedeva l’accompagnamento musicale. La poesia è suono e ritmo. La canzone è in origine una forma letteraria. Non dico che le canzoni di Mango o Rettore siano letteratura, ovviamente. Secondo Gramsci con il termine letteratura si indica non un genere ma un valore. Il Nobel a Bob Dylan ribadisce che la letteratura è un’arte che cambia il mondo, apre scenari. Come può non essere poeta chi parte da un punto e arriva in un altro punto che prima non esisteva? Chi cambia le forme e il linguaggio? E non si tratta solo di canzone che è letteratura. Il modo in cui si veste la parola è letteratura.

Il Nobel a Dylan è un premio all’arte che cambia il mondo

I poeti cambiano il mondo e le forme in cui il mondo è rappresentato. Sfido chiunque a dire che Dylan non ha fatto questo nella sua cinquantennale avventura artistica. Anche senza il riconoscimento dell’Accademia di  Stoccolma Dylan sarebbe un poeta. Come Piero Ciampi e Fabrizio De André, per fare due esempi italiani. Ricordiamo che il Nobel è un premio assegnato a chi migliora il mondo e Bob Dylan lo ha certamente migliorato. Dicono che Bob Dylan non sia simpatico. Le stesse cose si dicevano di un altro Premio Nobel: Eugenio Montale.”

 

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