premio ciampi 2016 concerto

Concerto: Premio Ciampi, XXII Edizione @ La Goldonetta (Livorno, 26.11.2016)

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Una volta Piero Ciampi non se lo filava nessuno. Oggi le cose sono cambiate. Tra poco verrà persino collocata una targa commemorativa sulla facciata del palazzo dove è nato. Di fronte c’è la casa natale di un altro maledetto livornese, Amedeo Modigliani. Il caso non esiste, dice qualcuno…

Piero Ciampi: molto più di un cantautore bohémien e beone

Il premio intitolato A Piero Ciampi è nato 22 anni fa, giusto quando quel nome mezzo dimenticato veniva riscoperto dai giovani musicisti (La Crus in primis) che stavano dando il via al momento più bello, e purtroppo effimero, del rock italiano. Trascorsi oltre due decenni si può dire che Ciampi è diventato il nume tutelare della canzone sbieca e intensa, il santo patrono dell’anti-Talent. Non una cosa da poco.

Quanto al Premio, uno dei suoi contributi maggiori è stato quello di sagomare, anno dopo anno, un’immagine più sfaccettata dell’artista “con tutte le carte in regola”. Non solo sregolato, bohémien, beone, introverso e sostanzialmente infelice.  Al contrario ricettivo, positivo e attento a quel che accadeva musicalmente fuori Italia, dalla Francia all’America. Non è un caso che la manifestazione di quest’anno fosse intitolata “Fino all’ultimo minuto. Piero, il jazz e la canzone d’autore”.

premio ciampi 2016

Un Premio Ciampi in chiave jazz. Ma non solo

Di un altro elemento importante il Premio è stato testimone. Inizialmente il repertorio ciampiano più “attraente” pareva quello del cosiddetto periodo romano, ovvero le canzoni composte insieme a Gianni Marchetti. Da qualche tempo si assiste invece a una crescita di interesse davvero esponenziale per le canzoni, più strutturate e solide, composte a Milano insieme a Gianfranco Reverberi.   Se una volta la canzone-simbolo di Ciampi era Il Vino, oggi questo titolo le viene conteso da Fino All’Ultimo Minuto.

Fino All’Ultimo Minuto – Le Musiche Di Piero Ciampi In Jazz è, guarda caso, il titolo auto-esplicativo di un album da poco inciso dal Quartetto Di Livorno e presentato nella serata finale del Premio. Anche in versione strumentale, con il trombone a riprodurre le parti vocali (e il sax di Scott Hamilton a fare da sostegno), le canzoni di Ciampi funzionano benissimo. Per quali altri ‘cantautori’ si può dire la stessa cosa?

Il jazz permea (ma in modo più obliquo)  anche i suoni di Johnson Righeira e Giorgio Li Calzi che, insieme al pianista Fabio Gorlier, propongono un set dai toni sommessi e sperimentali in cui spicca una versione crepuscolare del vecchio hit dei Righeira L’Estate Sta Finendo. Frizzante è invece il termine inevitabile per descrivere i Gatti Mézzi che ormai si muovono in assoluta sicurezza tra swing e surrealismo.

Sara Romano è la vincitrice dell’edizione 2016

Se non tutta la serata è all’insegna del jazz, va detto comunque che l’atmosfera complessiva è caratterizzata da una rilassante fluidità che permea anche l’esibizione della vincitrice del premio di quest’anno, Sara Romano, con la sua elegante e suadente canzone d’autore in chiave mediterranea. A Luigi Mariano va invece il merito di avere recuperato un bellissimo brano perduto di Ciampi-Reverberi. Più di Così No. Commoventi sono Massimo Altomare e Roberto Terzani che, con  Il Grande Ritmo Dei Treni Neri, ricordano l’amico e collaboratore Ernesto De Pascale.

L’unica intromissione ‘rumorosa’ si deve agli Esterina, vincitori del premio per la miglior cover ciampiana con Fino All’Ultimo Minuto. L’hanno proposta al concorso senza immaginare che anche Il Quartetto Di Livorno ci stesse lavorando sopra. Il caso non esiste, si diceva.

La foto è di Furio Pozzi; il racconto video di Emilia Trevisani

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