Gianni Maroccolo – Alone Vol. 1
Contempo Records - 2019

Recensione: Gianni Maroccolo – Alone Vol. 1

Gianni Maroccolo torna con un progetto solista.

Gianni Maroccolo – Alone Vol. 1

Contempo Records – 2019

Dopo essere stato per molti anni fra i protagonisti della scena musicale italiana – Litfiba, CCCP, CSI, Marlene Kunz, tanto per non fare che qualche nome – Gianni Maroccolo sembrava uscito dal campo dei radar già da un po’ di tempo. Ci ritorna di prepotenza con questo nuovo progetto solista (che però non manca di vantare collaborazioni eccellenti, sulle quali torneremo), Alone Vol. 1. Progetto destinato a non esaurirsi con questo disco, se dobbiamo dar credito a quel “Vol. 1” che segue il titolo.

Le atmosfere di Alone Vol. 1

L’illustrazione di copertina ci proietta già in quelle che saranno le “atmosfere” del disco. Un solitario bisonte, non dissimile da quelli che spesso si trovano raffigurati sulle etichette di più di una marca di vodka polacca, che calpesta una tundra pressoché brulla sullo sfondo di un orizzonte bianco latte. Disco di elettronica “pura” – anche se Maroccolo non rinuncia a suonare il “suo” basso e la chitarra – nel quale le percussioni hanno una parte importantissima. Percussioni spesso martellanti e ossessive, che tuttavia non richiamano tanto ritmi tribali africani quanto piuttosto i rituali sciamanici dei popoli siberiani e nordici che tanto affascinarono non solo gli antropologi ma anche le avanguardie artistiche russe del primo Novecento.

Gianni Maroccolo collabora con Iosonouncane

Tutto questo ci pare particolarmente evidente in L’Altrove, che è un po’ il pezzo cardine del disco, dove il cantato-recitato di Stefano “Edda” Rampoldi accentua ancor di più questa atmosfera da viaggio che è anche, se non soprattutto, iniziatico. Non abbiamo certo la pretesa di entrare nella testa e nei pensieri di Maroccolo. Ma non ci meraviglieremmo affatto di sentirgli dire che quel viaggio in Mongolia compiuto con i CSI poco più di una ventina di anni fa – e che ebbe fra le conseguenze anche la pubblicazione di Tabula Rasa Elettrificata – ha lasciato in lui una traccia non superficiale ed effimera.

 

Se L’Altrove è il pezzo in cui sono più evidenti i richiami ad una sorta di “spiritualità”, in Tundra sembra invece prevalere il richiamo alla “fisicità” di una vita in condizioni estreme. Qui l’elettronica diventa veramente ossessiva. Anche per merito degli interventi di un personaggio come Jacopo “Iosonouncane” Incani. Anzi, si potrebbe quasi dire che il brano è una sorta di “duello” tra l’elettronica di Maroccolo e quella di Incani, che vanno a costituire dinamicamente un tappeto sonoro tanto differenziato quanto complementare e che sa anche passare senza stacchi bruschi dall’ossessivo al lirico.

Molte voci su Alone Vol. 1

Più “tradizionale” – ma qui le virgolette sono assolutamente d’obbligo – Sìncaro, il brano in cui si fa maggiore ricorso anche ad una strumentazione classica. Qui Maroccolo, oltre al fedele basso elettrico, suona anche il basso acustico e la chitarra baritono e il pezzo, pur nell’ambito di un uso comunque pervasivo dell’elettronica, acquista in alcuni punti una “cifra” complessiva quasi folk-rock. Anche per merito delle voci di Mercedes Pintore e, soprattutto, di Luca Swanz Andriolo. Nonché della tromba di Enrico Farnedi, ormai abituato a prestare la sua opera in molto di quello che di interessante si incide in Italia, indipendentemente dal genere, riuscendo ad arricchire ogni “prodotto” pur mantenendo sempre la propria inconfondibile personalità. Attendiamo gli sviluppi futuri del progetto. Con molta fiducia, visti i primi risultati.

Gianni Maroccolo – Alone Vol. 1
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Renzo Nelli

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“Giovane” ultrasessantenne, ha ascoltato e ascolta un po' di tutto: dalla polifonia medievale all'heavy metal passando per molto jazz, col risultato di non intendersi di nulla! Ultimamente si dedica soprattutto alla scoperta di talenti relativamente misconosciuti.

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